Non si placano le polemiche dopo il rinvio della riunione di ieri, riguardante la bozza di protocollo di intesa tra la Prefettura di Varese e i comuni della Comunità Montana Valli del Verbano, per accoglienza sostenibile di richiedenti protezione internazionale.
Così, oggi, anche a seguito delle dichiarazioni del sindaco di Mesenzana, Alberto Rossi, sono diversi gli amministratori locali che sono voluti intervenire in merito, scongiurando, almeno dal loro punto di vista, che le cause del rinvio siano attribuibili ad una questione burocratica legata alle tempistiche per fare in modo che i sindaci portassero nei rispettivi consigli comunali la discussione. Il problema, secondo il vicepresidente di provincia e sindaco di Cassano Valcuvia, Marco Magrini, quello di Laveno Mombello, Ercole Ielmini, il primo cittadino di Maccagno con Pino e Veddasca, Fabio Passera, e quello di Germignaga, Marco Fazio, è riconducibile invece a dinamiche partitiche provinciali, che hanno inciso non poco sul mancato incontro con il Prefetto di Varese, Giorgio Zanzi, nella sala consigliare del comune di Cuveglio ieri pomeriggio.
“Credo che la questione, da parte della Comunità Montana, sia stata gestita in modo poco professionale e serio. Prima – incalza il vicepresidente della provincia Marco Magrini -, sarebbe stato necessario convocare l’assemblea dei sindaci, con l’obiettivo di concordare il primo passaggio fino a quello successivo, dove ci si sarebbe confrontati con Prefetto e provincia. Sul fatto che il documento sia partito in ritardo non posso negarlo, ma sarebbe il caso di indire tavoli di lavoro coinvolgendo sindaci, presidenti e i territori di riferimento. Sono sicuro – rincara la dose Magrini – che il documento non passerà, come già avvenuto nel Piambello. E’ lodevole l’iniziativa del Prefetto, ma se non si condividono questi accordi è complesso che si possa giungere ad una soluzione positiva. Da vicepresidente, come provincia, ho inviato una comunicazione scritta ai capigruppo per quanto riguarda il protocollo sui migranti: il Pd con Bertocchi si è detto disponibile, ed allo stesso modo Riganti (Forza Italia) e Tamborini. Ginelli e Longhin, invece, hanno detto di no. Evidentemente loro stessi hanno problemi a livello politico provinciale. Come sindaco, Cassano Valcuvia già ospita quattro migranti. E’ un nostro dovere, civico e morale, nei confronti dello Stato e della Prefettura, nonostante io sia molto critico sulla gestione dei migranti. Più migranti ci sono tra Varese, Gallarate e Busto Arsizio, più possibilità ci sono di riscontrare problemi sociali. Il flusso va governato e gestito nel migliore dei modi e trovare un lavoro a questi ragazzi, come già sta avvenendo, ad esempio, a Comerio e Maccagno con Pino e Veddasca. Questa non è demagogia, ma senso civico per l’accoglienza che deve essere rivolta solo ai migranti politici, non a quelli economici. Dietro al rinvio della riunione di ieri sera è evidente ci sia la politica, e il presidente Piccolo ha commesso l’errore di non convocare prima tutti i sindaci. Per Cassano Valcuvia quale importanza ha questo protocollo se già abbiamo avviato accoglienza ed inserimento lavorativo?”.
“Francamente – interviene il sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca, Fabio Passera -, rimango perplesso di fronte al rinvio di una riunione tanto importante – e alla presenza del Sig. Prefetto – a pochissime ore dall’incontro. Credo sul tema dell’accoglienza il mio paese non abbia bisogno di particolari viatici, considerato che la pratichiamo con ottimi risultati fin dall’ottobre 2015. Speravo davvero che tutti i comuni potessero convintamente sottoscrivere un documento che allargava a ognuno di essi la responsabilità di aprire le porte ai richiedenti asilo, pur con tutte le cautele e i distinguo necessario. Spero solo, ma sono sicuro non sia così, che questo rinvio non sottenda un problema politico. Questo documento non può appartenere solo a qualche Amministrazione, peraltro già attenta a questo tema. O ognuno fa la propria parte, o davvero è tutto inutile. Un accordo di una tale portata politica, al quale personalmente plaudo, deve essere sottoscritto da tutti, altrimenti si apre un vero e proprio caso. Su questo tema, evidentemente, verificheremo gli equilibri sui quali si fonda l’Ente montano”.
Dello stesso parere anche il primo cittadino di Germignaga, Marco Fazio. “Se vogliamo vedere il lato positivo, auspichiamo che il rinvio possa servire a raggiungere una posizione condivisa nel modo più ampio. Osservando però quanto accaduto, non si può non rilevare come il rinvio faccia emergere una profonda divergenza di vedute all’interno del gruppo che attualmente amministra l’ente, tanto da far sorgere qualche interrogativo sul dialogo presente tra la presidenza e gli altri comuni. Arrivare a un rinvio il giorno stesso, peraltro in presenza di un invito al Prefetto, suona sicuramente come un’improvvisa retromarcia”.
Infine, le parole del sindaco di Laveno Mombello, Ercole Ielmini. “Come principio, il fatto di ragionare sulla possibilità di ospitare i migranti è giusto. A Laveno li abbiamo già accolti e non penso sia questo il problema. Ogni comune è libero di decidere nel modo in cui ritiene opportuno. Quello che non capisco è il passaggio tra la Prefettura e la Comunità Montana. I comuni non hanno delegato l’ente, anche se in un clima di confronto costruttivo questo sarebbe potuto verificarsi. Il rinvio della riunione preoccupa e non poco, prima la convocazione poi la disdetta. Credo che questo dimostri l’insofferenza da parte di diversi sindaci del territorio. Ci fosse stata la volontà da parte di tutti la riunione l’avremmo fatta. Non possiamo far altro che prenderne atto e vedere cosa succederà nei prossimi giorni”.
Sulla “Prealpina”, infatti, stamane, il presidente Giorgio Piccolo ha affermato che la riunione “è stata solo rinviata e che si farà martedì o mercoledì prossimo, per poi chiedere al prefetto un successivo incontro”. Insomma, quando si parla di migranti, sia tra i politici che cittadini, le polemiche sono sempre protagoniste, ma la realtà delle cose non permette di ancorarsi dietro a ideologie politiche provinciali che rispondono ad altre dinamiche più complesse.
Qui la situazione è da affrontare, e da farlo nel migliore dei modi possibili, con gli strumenti che il territorio ha a disposizione.
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