Resta in carcere il 23enne arrestato dai carabinieri lo scorso 30 settembre a Luino, in seguito a una serie di episodi culminati in una rapina al supermercato Tigros, con tanto di colluttazione con la guardia giurata dell’esercizio commerciale.
Lo riferisce il quotidiano locale La Prealpina in un articolo a firma di Paolo Grosso, a margine dell’udienza di convalida svoltasi al Tribunale di Varese in cui il giudice Alessandro Chionna ha disposto la custodia cautelare in carcere accogliendo la richiesta della Procura, rappresentata dal pm Arianna Cremona. La difesa, affidata all’avvocato Corrado Viazzo, aveva invece chiesto l’obbligo di firma.
La vicenda ha avuto inizio con una segnalazione giunta da Maccagno, dove un testimone aveva riferito di aver visto un uomo armato di coltello che litigava con un’altra persona. All’arrivo dei carabinieri, però, sul posto non c’era più nessuno. Poco dopo, stando a quanto ricostruito, il giovane si sarebbe recato al supermercato luinese, dove avrebbe prelevato dagli scaffali diversi prodotti alimentari – tra cui una frittura di pesce – e superato le casse senza pagare.
La Prealpina riporta che, a quel punto, sarebbe intervenuta la guardia giurata addetta alla sicurezza, contro la quale il 23enne avrebbe reagito con violenza. Stesso trattamento per un passante che si trovava nei pressi, aggredito nel tentativo di assicurarsi la fuga con una bicicletta, terminata in viale Dante dove, dopo una serie di ricerche che hanno visto impegnate anche le pattuglie della Polizia locale di Luino, i militari dell’Arma lo hanno infine intercettato e bloccato.
Il giovane aveva con sé un coltello e un seghetto e avrebbe rivolto minacce ai carabinieri sia al momento del fermo sia successivamente in caserma, dove avrebbe anche danneggiato una panca.
Tre le contestazioni a suo carico: rapina impropria, porto di coltelli e resistenza a pubblico ufficiale. Davanti al giudice, il giovane ha dichiarato di non ricordare quasi nulla dell’accaduto, attribuendo i vuoti di memoria all’assunzione di psicofarmaci, e ha spiegato la presenza degli strumenti da taglio con la passione per l’intaglio del legno e l’agitazione in caserma con il disagio di avere i pantaloni rotti e il desiderio di cambiarli.
Il 23enne, che lavora come cameriere ed è senza fissa dimora, risulta avere un precedente per reato in materia di armi e diversi pregiudizi di polizia maturati nell’ultimo anno. Come precisato in conclusione da La Prealpina, il processo proseguirà con rito abbreviato, con la prima udienza già fissata per la settimana prossima.
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