Si sono concluse le due settimane di montagna organizzate dall’Oratorio San Luigi di Luino, un appuntamento che anche nell’estate 2026 ha coinvolto decine di ragazzi in un intenso percorso educativo fatto di amicizia, condivisione, riflessione e vita comunitaria. La destinazione scelta è stata Monte Bondone, in Trentino Alto Adige, dove educatori, animatori, volontari e ragazzi hanno trasformato per quindici giorni un hotel in autogestione in una vera casa, vivendo insieme ogni momento della giornata.
A fare da filo conduttore all’edizione di quest’anno è stato il tema “Cars – Motori ruggenti! La bellezza delle relazioni“, un percorso che ha accompagnato i partecipanti alla scoperta del valore delle relazioni autentiche attraverso la riflessione sui sette vizi capitali – superbia, avarizia, lussuria, gola, accidia e invidia – e delle virtù capaci di contrastarli. Ogni giornata ha proposto occasioni di confronto e approfondimento, aiutando i ragazzi a riconoscere questi atteggiamenti nella vita quotidiana e a trasformarli in opportunità di crescita personale.
La prima settimana, dall’11 al 18 luglio, ha visto protagonisti i ragazzi dalla quarta elementare alla terza media, accompagnati da una decina di animatori che durante l’estate prestano servizio anche nelle cinque settimane dell’oratorio estivo. In montagna il ruolo è andato oltre quello dell’animazione: sono diventati fratelli maggiori, punti di riferimento e compagni di cammino, costruendo con i più piccoli un rapporto ancora più profondo attraverso il dialogo, il gioco e la condivisione delle esperienze.
Le giornate della prima settimana si sono alternate tra momenti di rflessione al mattino e giochi organizzati nel pomeriggio, affiancati da tre escursioni immerse nella natura di Monte Bondone. I ragazzi hanno percorso il sentiero da Vaneze a Sardagna, raggiunto Malga Brigolina e affrontato il suggestivo sentiero ad anello delle Viote con il ritorno a Vaneze. A completare il programma anche una giornata dedicata alla visita della città di Trento, resa ancora più speciale dal viaggio sulla storica funicolare che collega Sardagna al centro cittadino.
Dal 18 al 25 luglio è stata invece la volta degli adolescenti, dalla prima alla quinta superiore. Ben 60 ragazzi hanno preso parte all’esperienza insieme a 18 educatori, gli stessi che durante l’oratorio estivo accompagnano gli animatori nel loro servizio educativo. Fondamentale, anche quest’anno, il contributo dei volontari della cucina, che ogni giorno hanno preparato colazioni, pranzi e cene per tutti i partecipanti, contribuendo a creare un clima familiare e accogliente.
Durante la seconda settimana il gruppo ha affrontato tre escursioni: il percorso da Vaneze a Candriai con passaggio da Malga Brigolina, il sentiero ad anello delle Viote e, come momento culminante dell’intera esperienza, la salita al Rifugio Mandron “Città di Trento”, a 2.449 metri nel cuore del Gruppo dell’Adamello Brenta.
La vita in montagna è stata costruita attorno alla condivisione e alla responsabilità reciproca. I ragazzi erano divisi in quattro squadre, ciascuna guidata da cinque educatori di riferimento, con il compito di accompagnarli durante tutta la settimana sia nelle attività sia nei momenti più personali.
Ogni giorno una “ruota dei servizi” assegnava alle squadre i compiti necessari per la vita della casa: servire ai tavoli, apparecchiare, sparecchiare e occuparsi delle pulizie degli ambienti comuni. Un modo concreto per educare alla collaborazione, al rispetto degli altri e al valore del mettersi a servizio della comunità. A metà settimana non è mancato anche il momento dedicato al riordino delle camere, occasione per responsabilizzare ciascuno nella cura degli spazi condivisi. Le serate erano invece animate da giochi organizzati, pensati non solo per divertire, ma soprattutto per rafforzare il gruppo e creare nuovi legami tra ragazzi provenienti da età diverse.
Tra i momenti più intensi della seconda settimana resta la Veglia, celebrata a metà del soggiorno e dedicata al volto di Gesù. In un clima raccolto e di grande partecipazione, gli educatori si sono alternati nella lettura delle caratteristiche delle virtù che avevano accompagnato il percorso dei ragazzi durante la settimana. È stato un momento profondamente coinvolgente, vissuto con grande autenticità dai partecipanti, che hanno scelto di lasciarsi guidare dalle emozioni, aprendosi ai compagni e agli educatori.
Molti ragazzi si sono lasciati “coccolare” simbolicamente dall’abbraccio e dalla vicinanza degli educatori e degli amici, trovando uno spazio sicuro nel quale raccontarsi e lasciarsi ascoltare. La Veglia si è conclusa con un intenso momento di adorazione e preghiera, durante il quale ciascuno ha affidato al Signore i propri limiti, i vizi da superare e le virtù da coltivare, vivendo un’esperienza di fede che molti hanno indicato come il vero punto di svolta dell’intera settimana.
Se c’è un momento che accomuna i ricordi di tutti i partecipanti, sono le escursioni. Camminando lungo i sentieri di montagna, le conversazioni nascono spontaneamente. È proprio durante la fatica condivisa che i ragazzi trovano il coraggio di raccontarsi, confrontarsi e stringere nuove amicizie. L’escursione al “Rifugio Mandron” ha rappresentato la sfida più impegnativa sia dal punto di vista fisico sia umano: una salita affrontata insieme, sostenendosi nei momenti di difficoltà e imparando il valore dell’aiuto reciproco, della collaborazione e del rispetto delle regole della vita comunitaria.
Al termine dell’esperienza è arrivato anche il momento dei saluti di don Giuseppe, che ha vissuto la sua ultima montagna insieme ai ragazzi dell’Oratorio San Luigi di Luino. Visibilmente commosso, ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile queste due settimane: i volontari della cucina, gli educatori, gli animatori e soprattutto i ragazzi. Nel suo messaggio ha sottolineato come ciascuno sia stato indispensabile per la riuscita dell’esperienza, evidenziando in particolare la dedizione degli educatori che, nonostante gli impegni di studio, lavoro e vita personale, continuano a dedicare tempo, energie e passione all’accompagnamento dei più giovani.
Anche gli educatori hanno espresso la loro gratitudine verso il gruppo dei volontari della cucina, che con il loro servizio hanno saputo prendersi cura ogni giorno di quasi ottanta persone, facendo sentire tutti come in famiglia. Un pensiero speciale è stato rivolto anche a don Giuseppe, per aver creduto fin dall’inizio nel loro servizio educativo, e ai ragazzi, che con la loro fiducia, disponibilità e desiderio di mettersi in gioco hanno dato vita a un gruppo unito, capace di sentirsi una vera famiglia.
Si chiude così un’altra estate di montagna dell’Oratorio San Luigi di Luino: quindici giorni fatti di fatica, sorrisi, escursioni, giochi, preghiera e riflessioni profonde. Un’esperienza che, anno dopo anno, continua a lasciare un segno nel cuore di chi la vive, confermando il valore educativo di un cammino condiviso tra giovani, educatori, volontari e comunità, dove la bellezza delle relazioni diventa davvero il motore capace di far crescere ciascuno.
© Riproduzione riservata






