Andare avanti, il giorno dopo un episodio difficile e doloroso, non è mai semplice. Ma la forza di una comunità si vede soprattutto in momenti come questi e l’oratorio di Luino lo sta dimostrando con grande cuore, realizzando nel modo forse più concreto possibile quel “TuXTutti” che quest’anno accompagna le attività dell’estate.
L’improvviso crollo dell’enorme ramo di uno dei due ippocastani presenti da decenni sul sagrato della chiesa di San Pietro in Campagna, a pochissimi passi dal cancello dell’oratorio San Luigi, che lunedì pomeriggio ha causato il ferimento di otto persone – tra cui una donna di 45 anni e la figlia di 7, le due più gravi, ma fortunatamente non in pericolo di vita – ha scosso profondamente l’intera città e, prima di tutti, i bambini e i ragazzi presenti in quel momento, pronti a uscire insieme a genitori, nonni e amici al termine della giornata.
Lo sgomento e le lacrime di paura, però, hanno lasciato ben presto il posto alla voglia di starsi vicini gli uni con gli altri e di supportarsi a vicenda, affrontando insieme il grande spavento vissuto neanche ventiquattro ore prima riaprendo subito, ieri mattina, le porte dell’oratorio. Porte reali ma anche porte metaforiche, fatte di braccia pronte ad accogliere e a sostenere, mentre fuori le autorità si occupano di effettuare tutti gli accertamenti necessari per capire cosa sia successo.
«Noi animatori e gli educatori ci siamo impegnati a stare vicino ai bambini dato che alcuni, soprattutto i più piccoli, erano ancora un po’ spaventati – racconta una di loro – La giornata di lunedì non è stata facile, però siamo riusciti ad affrontare bene la situazione e a creare un clima un po’ più tranquillo per tutti».
Un clima tutto sommato positivo, quindi, sottolineato anche da don Giuseppe Cadonà, vicario della Comunità Pastorale “Madonna del Carmine” e responsabile dell’oratorio che ha espresso la propria vicinanza alle famiglie insieme al prevosto don Sergio Zambenetti e al sindaco Enrico Bianchi: «Le persone sono venute, anche se qualcuno in meno c’era ed è comprensibile. Sicuramente gli animatori erano tutti un po’ affaticati, ma abbiamo cercato di dare serenità e di lavorare bene svolgendo tutte le attività con entusiasmo. Oggi siamo andati in gita al seminario di Venegono, mentre giovedì sera verrà un’équipe di psicologi d’emergenza a lavorare con i ragazzi più grandi spiegando loro come elaborare situazioni di emergenze come quella che hanno appena vissuto».
«La comunità – conclude con forza don Giuseppe – invita tutti a partecipare ai momenti di preghiera di giovedì, giorno della festa patronale, in particolare alla celebrazione dei Vespri in Prepositurale e alla processione, dove vogliamo mostrare la nostra vicinanza e pregare per quello che è accaduto e per le famiglie coinvolte e condividere un momento di comunione, vicinanza e fraternità che ci stringa tutti insieme con la risottata dello chef Barzetti e il concerto che vivremo sul lungolago».
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