Attraverso una nota, il consigliere comunale di minoranza e capogruppo de “La Nostra Luino” Marco Massarenti commenta la visita che l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ha svolto ieri, mercoledì 1 luglio, per inaugurare la nuova Casa di Comunità realizzata all’interno dell’ospedale “Luini-Confalonieri”.
«Ma quanta fatica bisogna fare per dire la verità? – afferma – Ho appena ascoltato il “lieto fine” di questa inaugurazione. Il sindaco sorridente, il dottor Compagnoni accanto, il clima da cerimonia. Peccato che la realtà, oggi stesso, sia un’altra. Perché oggi, in questi reparti, c’è ancora caldo. E il condizionatore? Arriva l’anno prossimo. Parola loro. Ma chi vive la sanità tutti i giorni sa che l’estate non aspetta. I malati e gli operatori sanitari, oggi, stanno soffrendo. Non tra dodici mesi. Oggi».
«Poi – prosegue il consigliere comunale – sento parlare di accessi al Pronto Soccorso in aumento, come se fosse un vanto. Ma oggi, come ieri, se il Pronto Soccorso scoppia è perché i servizi sul territorio non funzionano. Oggi, come ieri, la gente non sa dove andare. E oggi, come ieri, non ci sono risposte».
«Anzi, il paradosso è quasi grottesco: per riempire questa struttura hanno semplicemente traslocato uffici che sul territorio esistevano già, come la USL e l’ufficio invalidità. Questa – sostiene Massarenti – non è nuova sanità, questo è un trasloco burocratico. Hanno cambiato l’insegna sulla porta, ma non hanno aggiunto un solo medico o un servizio reale in più per i cittadini».
«E poi ho visto una scena che mi ha ferito. Il dottor Compagnoni, che avrebbe dovuto essere la voce dei medici e dei pazienti, ridotto a comparsa. Con Bertolaso lì, a due passi, nessuna pretesa. Nessuna carta firmata. Solo parole al miele. Come se la delega alla sanità fosse diventata un guinzaglio, non uno strumento per lottare», chiosa il capogruppo de “La Nostra Luino”, dichiarando di non voler «sentire promesse», ma di voler «vedere le assunzioni, i condizionatori accesi, i turni coperti. Non oggi, non domani: subito».
«Questa Casa di Comunità, oggi, è una bella scatola. Ma senza personale e senza mezzi, resterà vuota. E noi, che non abbiamo vincoli, che non dobbiamo piacere a nessuno, non ci fermeremo alla cerimonia. Oggi – conclude Massarenti – comincia la nostra vigilanza. Su tutto. Su ogni parola. Su ogni silenzio. Perché la salute non aspetta. E noi non taceremo».
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