Maccagno con Pino e Veddasca | 8 Giugno 2026

Tragedia a Maccagno: Sara Vetrano, il sogno di aiutare gli altri spezzato a pochi passi dal lago

Il sole, gli amici e un pomeriggio da trascorrere al lago: la vita si è fermata lungo la strada che conduce al Ronco delle Monache. Da Mesenzana a Cugliate, grande cordoglio in tutto il territorio

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Avrebbe compiuto 17 anni il 19 giugno. Invece, la vita di Sara Vetrano si è interrotta nel pomeriggio di ieri, domenica 7 giugno, lungo la strada statale 394 che conduce alla spiaggia Ronco delle Monache, a Maccagno con Pino e Veddasca. Una giornata iniziata come tante altre all’inizio dell’estate, con il sole sul Lago Maggiore, la voglia di trascorrere qualche ora insieme agli amici, e la spensieratezza tipica di chi ha davanti a sé ancora tanti progetti da realizzare.

Quei pochi metri che separavano il parcheggio dalla spiaggia sarebbero dovuti essere soltanto l’inizio di un pomeriggio tra sorrisi, acqua e compagnia. Invece, mentre il gruppo di cinque ragazzi stava camminando verso il lago, un’automobilista ha perso il controllo della macchina che conduceva, probabilmente a causa dell’eccesso di velocità, e li ha travolti. Per Sara non c’è stato nulla da fare. Gli altri giovani coinvolti sono rimasti feriti e soccorsi da una macchina del 118 che ha mobilitato elisoccorsi, mezzi e personale da diverse province lombarde.

Sara Vetrano abitava a Cugliate Fabiasco, in Valmarchirolo. Frequentava l’Istituto professionale “Luigi Einaudi” di Varese, dove aveva appena concluso il primo anno nell’indirizzo dedicato ai servizi per la sanità e l’assistenza sociale. Un percorso scelto con convinzione, perché il suo desiderio era quello di continuare gli studi nel settore sociosanitario.

Chi la conosceva la descrive come una ragazza impegnata e seria, con una profonda inclinazione verso gli altri. Aveva deciso di dedicarsi a una professione sociosanitaria e, nel tempo libero, si rendeva disponibile anche come baby-sitter e come animatrice all’oratorio di Mesenzana. Un’attenzione verso le persone che emergeva nella quotidianità e che rappresentava uno dei tratti più ricordati da chi le era vicino.

La notizia della sua morte ha colpito profondamente anche la comunità della Valmarchirolo, già segnata da un altro grave lutto avvenuto l’anno scorso, quando sulla statale 233 aveva perso la vita un’altra giovanissima Vanessa Fino. Il dolore si è diffuso rapidamente tra familiari, amici, compagni di scuola e conoscenti, lasciando sgomento un intero territorio.

Tra le testimonianze raccolte nelle ore successive alla tragedia c’è quella di una professoressa, come racconta stamane “La Prealpina”, che aveva avuto alcuni dei ragazzi coinvolti come studenti alle scuole medie di Mesenzana. Poco prima dell’incidente li aveva superati in bicicletta mentre camminavano in fila indiana lungo la strada. Stavano andando verso il lago. Quando è tornata indietro, richiamata da quanto era appena accaduto, si è trovata davanti una scena che ha definito straziante.

La docente ha raccontato di aver riconosciuto soltanto in un secondo momento quei volti. Prima aveva visto i ragazzi a terra, poi ha compreso chi fossero. Tra loro c’era anche Sara, una delle sue ex allieve. Un’immagine che ha reso ancora più doloroso il momento e che restituisce il senso di una tragedia che ha colpito giovani conosciuti e cresciuti all’interno delle comunità del territorio.

Nelle stesse ore, lungo la strada statale, decine di soccorritori hanno lavorato senza sosta. Cinque elicotteri, ambulanze, automediche e squadre specializzate hanno operato per prestare assistenza ai feriti e trasferirli negli ospedali di Varese, Como, Legnano e Monza. Un dispiegamento eccezionale di uomini e mezzi che testimonia la gravità dell’accaduto.

Resta l’immagine di una domenica che doveva essere diversa. Una giornata di sole sulle rive del Lago Maggiore, un gruppo di amici diretto verso la spiaggia, una ragazza che tra pochi giorni avrebbe festeggiato il suo compleanno e che aveva già immaginato il proprio futuro nell’aiuto agli altri. Un futuro che si è fermato lungo quel breve tratto di strada che conduce al lago.

(Foto di Sara Vetrano per gentile concessione di Prealpina.it)

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