Il besozzese generale (riserva) del Genio Ferrovieri Mario Pietrangeli, negli scorsi giorni, ha vinto il Primo Premio della sezione D “Poesia del Treno e della Ferrovia” della XXV Edizione del Prestigioso Premio Nazionale di Poesia a
San Bernardino a Stimigliano, in provincia di Rieti.
Il XXV Premio Nazionale di Poesia San Bernardino si è svolto domenica 24 maggio nella suggestiva cornice di piazza Leone Orsini, nel cuore del borgo antico del Lazio in Sabina e con due famosi artisti che hanno incantato il pubblico con le loro sinfonie.
Questo prestigioso evento, patrocinato da AEC Italia Association Europeene Des Cheminots Sez. Italia (www.aecitalia.org ) da 10 anni, e organizzato e promosso dall’Associazione Culturale “Casa Sabina della Poesia”, ha celebrato la creatività poetica, valorizzando il talento di numerosi poeti emergenti e affermati. Il premio si inserisce nel programma della Primavera della Mobilità Dolce 2026.
E’ questa un’iniziativa che promuove la sostenibilità e la cultura attraverso la poesia. Particolarmente significativa è stata la Sezione D “Poesia del Treno e della Ferrovia”, che ha visto la vittoria del Besozzese Generale (riserva) del genio ferrovieri Mario Pietrangeli, noto autore di Studi e di Lavori Storico ferroviari di alto livello capaci di raccontare il viaggio e il movimento attraverso versi evocativi.
La premiazione ha confermato il ruolo centrale di Stimigliano (Rieti) come punto di riferimento per la poesia nazionale, consolidando il prestigio del Premio San Bernardino. Un appuntamento che, anno dopo anno, continua a regalare emozioni e a valorizzare il talento poetico italiano.
Testo della poesia vincitrice del Gen genio ferrovieri Mario Pietrangeli:
MIO PADRE FERROVIERE E PITTORE DETTO “PACE E BENE”
Nella piccola e graziosa Stazione di Fara Sabina-Montelibretti,
tra giardini un tempo colorati e curati con amore,
oggi il vento sembra passare più lento,
come se cercasse voci che non rispondono più.
Mio padre era ferroviere e pittore, e lo chiamavano Pace e Bene,
saluto francescano che sapeva d’alba e di speranza appoggiata ai binari.
Con una mano stringeva gli attrezzi del Ferroviere,
con l’altra sfiorava i colori e nei suoi quadri le rotaie
diventavano fiumi d’argento che correvano verso un infinito che ora mi pare lontano.
Vivevamo negli alloggi essenziali delle Ferrovie dello Stato Italiane raccolti come nidi,
dove ogni finestra era una lanterna contro il buio della sera
e ogni porta conosceva passi amici
che il tempo ha disperso.
Le mogli dei ferrovieri e mia madre, accendevano il forno a legna,
e il profumo delle torte saliva per le scale come una festa sommessa,
come un ricordo che ancora mi cerca.
Le uova delle nostre galline ferroviarie arrivavano dai pollai ordinati dei ferrovieri,
allineati come vagoni in attesa, silenziosi e pazienti.
Gli orti erano precisi come orari sul tabellone,
ricchi di susine gialle, nespole, pesche e ciliegie,
piccoli doni della terra che allora parevano eterni.
Noi bambini correvamo tra i filari come treni senza freni né segnali,
col vento nei capelli e il fischio delle locomotive a segnare il tempo felice dei giochi.
La sera il postale dal nord passava con le sue luci che attraversavano il crepuscolo,
come pensieri veloci. Quando si allontanava restava nell’aria un tremito lungo.
Mio padre rimaneva fermo un istante, lo sguardo acceso di colori invisibili,
come se dipingesse il tramonto dentro il proprio silenzio.
Poi tornava a casa, e nei suoi occhi malinconici c’era sempre un sole che scendeva piano.
“Pace e Bene”, diceva sottovoce, posando il berretto sul tavolo.
Ora quelle parole mi arrivano da lontano,
come un treno che non ferma più alla mia stazione, e tutta quella vita:
le torte, gli orti, i giochi mi appare come un convoglio notturno che attraversa la memoria senza fermarsi,
portando via con sé la dolcezza e il dolore di un amore che è passato,
ma non ha mai smesso di tornare.
Chi è l’autore? Il Generale del genio ferrovieri della riserva Mario Pietrangeli, residente a Besozzo ( Varese) già comandante del Reggimento Genio Ferrovieri, è studioso e autore di numerose pubblicazioni sulla storia e il ruolo delle infrastrutture ferroviarie, con esperienze anche in ambito internazionale (Bosnia, Kosovo e Albania) ed è Vice Presidente Nazionale AEC e Ideatore del Premio Ferroviario Europeo “Euroferr”.
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