Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Marco Magrini, dottore veterinario, sindaco di Masciago Primo e presidente della Provincia di Varese, amico di Desiderio Carraro, scomparso negli scorsi giorni. Ieri si sono tenuti i funerali, davanti a centinaia e centinaia di persone in Veddasca.
Caro Desi,
ieri al tuo funerale non sono riuscito a farti quel doveroso saluto che mi ero preparato nel mio cuore, avevo dentro di me una irrefranabile voglia di piangere e non ci sono riuscito, scusami ma anche io incomincio a perdere dei colpi.
Sei stata una persona importante della mia vita professionale e non. Dal 1986 da quando ho iniziato a lavorare come veterinario concentrandomi in particolare nel modo delle capre nelle valli del luinese, tu eri un punto di riferimento, non solo tu, ma tu eri determinante nelle scelte che si andava a prendere.
Le decisioni prese in quegli anni, insieme, hanno determinato una crescita del settore zootecnico caprino preso come esempio in tante parti d’Italia. Quando si parlava di capre la provincia di Varese era un riferimento, se poi si parlava di nera di Verzasca, le valli del luinese e la tua azienda erano il fiore all’occhiello.
Quando pensammo al “Gruppo della nera di Verzasca” con Mario, Tom, Vanes, Primo, Albino, Giordano, Fabio e Sibiana e definimmo degli obiettivi da raggiungere, in serate infinite di lavoro, in cinque anni fummo profetici….MIPAM, la Formagella Valli del Luinese, la Selezione genetica della razza nera di Verzasca, l’eradicazione della malattia infettiva Artrite Encefalite Caprina, i corsi di formazione sulla caseificazione…
Ragazzi quante cose realizzate, ma oggi non voglio ricordare i successi professionali che insieme ad altri abbiamo raggiunto, ci sarà magari il modo per ricordarli, ma voglio osservare sulla definizione di comunista, come ti ha definito il Don nell’omelia, che non è un peccato esserlo, nemmeno non essere cattolici professanti, ognuno di noi ha la sua di fede ha la sua visione della vita, e conoscendoti da ormai 40 anni avendo visto il tuo percorso di vita sei sempre stato vicino ai più fragili, la tua casa era sempre aperta per un piatto di pasta e un tetto per farli riposare, e tanto ascolto per farli riflettere.
Non contava la nazionalità di provenienza pakistani, indiani, nigeriani, senegalesi, rumeni e italiani disadattati, che hanno fatto degli errori nella vita percorsi difficili come droga, alcool e tanto altro, la porta della tua casa era sempre aperta per un aiuto.
Credo che la cristianità si deve giudicare su quello che ognuno di noi fa nella propria esistenza: lasciatemelo dire l’umanità e la sensibilità del Desi erano uniche ed un esempio. Ecco arriviamo alla fine di questo mio ricordo, credo che quello che ha lasciato a tutti noi è un vuoto difficile da colmare almeno per me, credo che gli insegnamenti e i consigli a Flavio sono stati tanti e da considerare sempre, porsi una domanda ma il Desi cosa avrebbe fatto? Se continuerai sul solco tracciato vedrai che il successo non mancherà.
A Martina per il lavoro che stai facendo l’umanità e la sensibilità verso i più deboli, che ti ha insegnato tuo padre sarà una guida lavorativa e che ti avvierà al successo, al fratello e alla cognata tanti grazie per quello che avete fatto per aiutarlo in questo ultimo periodo di vita, un luogo pieno di affetto e di amore per un uomo indifeso che, come una candela accesa, si stava spegnendo.
Per ultima e non per ultima cara Isa, il tuo Desi non ci sarà più, il bastone della tua vecchiaia fisicamente non ci sarà ma sarà sempre al tuo fianco per sostenerti, come sarà un ricordo per tutti noi.
Grazie Desi per l’amicizia che mi hai donato ti ricorderò sempre nelle mie preghiere e nei canti con gli amici Alpini, quando canteremo “Il signore delle cime” sarai tu … quel nostro amico, quel nostro fratello su in paradiso che lasceremo andare per le sue montagne.
Ciao grande vecchio.
Marco Magrini, un tuo grande amico
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