Un pomeriggio intenso e ricco di significato ha coinvolto, nei giorni scorsi, gli studenti della scuola secondaria di primo grado di Cittiglio, grazie a un’iniziativa promossa dalla sindaca Rossella Magnani, che ha portato in aula due testimonianze di grande valore umano e sportivo: quella dell’atleta paralimpico Riccardo Cardani e quella di Daniela Colonna Preti, tedofora e presidente della Polha Varese.
L’evento è nato da un legame personale che unisce da anni Colonna Preti alla prima cittadina, che sottolinea l’importante lavoro svolto dalla Polha sul territorio: «Questa associazione rappresenta un punto di riferimento per molti giovani che, a seguito di incidenti, malattie o difficoltà fisiche, si trovano a dover reinventare il proprio percorso. Attraverso lo sport, questi ragazzi hanno l’opportunità di riscoprire sé stessi, darsi nuovi obiettivi e, in alcuni casi, arrivare fino alle Paralimpiadi».
Proprio da questo percorso nasce la storia di Riccardo Cardani, protagonista di un racconto che ha profondamente colpito gli studenti. Vittima, a soli 17 anni, di un grave incidente in moto che lo ha costretto a un lungo periodo di coma e riabilitazione, per i successivi quindici anni Cardani ha convissuto con una mano non più funzionante, fino alla decisione, presa insieme a un chirurgo, di amputarla per poter proseguire più efficacemente la propria attività sportiva. Dopo quattro anni dedicati al nuoto con la Polha, ha scoperto la passione per lo snowboard, chiedendo di poter intraprendere questa nuova disciplina.
La sua determinazione lo ha portato a competere ad alti livelli, fino alla partecipazione a ben due Olimpiadi, compresa l’esperienza di Milano-Cortina 2026, dove era tra i quattro atleti della Polha impegnati nello snowboard. Nonostante il talento e le possibilità di salire sul podio, il suo percorso a cinque cerchi è stato segnato da due gravi incidenti, uno in allenamento e uno in gara, che lo hanno portato anche a perdere conoscenza in pista e a essere trasportato in ospedale. Un episodio difficile che, tuttavia, non ha scalfito la sua forza d’animo.
Nel dialogo con gli studenti, Cardani ha raccontato con grande sincerità il percorso di accettazione della propria condizione, spiegando come lo sport sia diventato per lui un punto di approdo sicuro, un luogo in cui sentirsi nuovamente parte del mondo. Dopo l’incidente, ha capito di voler diventare un atleta e oggi, da atleta azzurro, guarda avanti con un obiettivo preciso: tornare alle Olimpiadi invernali per riscattare l’esperienza di Milano-Cortina.
Gli studenti delle classi prime, seconde e terze sono rimasti affascinati dalla sua storia e dalla sua personalità. Curiosi e partecipi, hanno posto numerose domande, chiedendo come abbia affrontato il dolore, quanto siano stati importanti il sostegno della famiglia e degli amici e quali siano oggi i suoi obiettivi, come uomo e come atleta. Cardani ha risposto con disponibilità e apertura, condividendo anche aspetti più personali, come il significato dei suoi tatuaggi ispirati alla cultura vichinga e il rituale scaramantico che lo accompagna prima delle gare, quando canta canti vichinghi per trovare concentrazione e forza.
L’incontro, durato circa due ore, si è rivelato un momento di grande intensità, capace di lasciare un segno nei ragazzi ma anche negli insegnanti presenti: «Sono molto contenta di aver portato a scuola un esempio così bello come Riccardo, insieme a Daniela – ha commentato la sindaca Magnani – Sono due persone che hanno molto da trasmettere e insegnare ai nostri giovani».
Un pensiero condiviso anche dal corpo docente delle scuole medie, che ha espresso apprezzamento per l’iniziativa proposta ai ragazzi. Iniziativa che ha dato loro modo di mettersi direttamente a confronto con storie di rinascita, perseveranza e adattamento, trovando nuovi esempi positivi ai quali ispirarsi nel proprio percorso di crescita.
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