Alto Varesotto | 16 Marzo 2026

“I Rifugi”: librerie e biblioteche come presidi culturali contro la violenza di genere

Spazi culturali che diventano punti di informazione e primo ascolto collegati alla rete dei centri antiviolenza. Nell’Alto Varesotto le adesioni sono basse

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Biblioteche e librerie sono luoghi familiari, che colorano città e paesi di una sfumatura che sa di casa. Sono posti da vivere sia in compagnia sia in solitudine, dove ognuno può trovare il proprio spazio.

Oggi, possono assumere anche un nuovo ruolo e diventare dei punti di sicurezza, informazione e orientamento sulla violenza di genere e sul suo contrasto attivo. Possono diventare dei veri e propri rifugi.

“i Rifugi” è il nome del progetto culturale ideato e promosso dalla casa editrice Settenove, in collaborazione con l’associazione Percorso Donna APS, che vuole coinvolgere librerie e biblioteche in una rete diffusa sul territorio nazionale, per trasformarle in spazi capaci di offrire materiali e informazioni per affrontare un tema complesso e attuale e orientare chi ne ha bisogno verso la rete antiviolenza territoriale.

Un progetto nato dalla cultura

Il progetto “i Rifugi” nasce nel 2023, in occasione dei dieci anni di attività di Settenove. L’obiettivo è creare presidi culturali diffusi sul territorio che possano contribuire a rafforzare una rete informale di realtà sensibili ai temi della violenza di genere.

L’iniziativa ha avuto una crescita significativa in pochi anni: dalle prime 40 realtà coinvolte si è passati a oltre 250 librerie e biblioteche aderenti, distribuite in tutta Italia.

Nel 2024 il progetto ha visto la partecipazione di importanti organizzazioni impegnate nella lotta alla violenza di genere, tra cui Differenza Donna e D.i.Re – Donne in Rete Contro la Violenza, oltre all’alto patrocinio del Parlamento Europeo.

L’edizione 2025 è stata sostenuta dalla Fondazione Giulia Cecchettin, che ha rinnovato il proprio sostegno anche per il 2026. E questa attuale edizione si svolgerà anche sotto il patrocinio dell’Associazione Italiana Biblioteche.

Librerie e biblioteche come punti di riferimento

L’idea alla base del progetto è semplice ma innovativa: utilizzare luoghi già presenti e radicati nelle comunità come ponti tra cittadini e servizi di supporto.

Come sottolinea Anita Redzepi, di Settenove: «Librerie e biblioteche non diventano centri antiviolenza, ma spazi di primo ascolto e orientamento. Gli operatori formati possono offrire informazioni e indirizzare le persone verso le strutture specializzate presenti sul territorio».

«Questi luoghi – continua Redzepi – rappresentano spesso uno spazio particolare: non sono la casa rifugio, né un luogo istituzionale, ma ambienti culturali in cui è più facile sentirsi a proprio agio».

Rivolgersi anche alle biblioteche ha permesso una diffusione molto più ampia del progetto, che ha raggiunto anche piccoli comuni dove spesso non esistono librerie ma è presente una biblioteca pubblica.

La formazione del personale

Al centro del progetto c’è un percorso formativo rivolto a librai e bibliotecari. Il programma prevede quattro incontri di formazione online organizzati da Settenove insieme a Percorso Donna APS. Qui intervengono anche persone esperte, autori e autrici della casa editrice e personale di librerie e biblioteche che fanno già parte della rete.

La formazione affronta diversi aspetti del fenomeno della violenza di genere: dagli stereotipi culturali alle modalità con cui i media raccontano i femminicidi, fino al riconoscimento delle forme di violenza meno evidenti.

Anita Redzepi racconta: «L’obiettivo non è preparare il personale a gestire direttamente situazioni complesse, ma fornire strumenti culturali e comunicativi per riconoscere segnali di disagio e orientare correttamente le persone verso i servizi competenti. Si ricevono strumenti per poter riconoscere le forme di violenza più diffuse ma anche quelle normalizzate nella società, tra amicizie e relazioni familiari. L’idea è quella di prevenire. Non deve esserci la violenza fisica per parlare di violenza».

Come funziona la rete

Il progetto si articola attraverso diverse azioni concrete che permettono alle librerie e alle biblioteche di entrare a far parte della rete. Oltre agli incontri di informazione, le realtà aderenti sono messe in collegamento con i centri antiviolenza più vicini sul territorio. E, inoltre, hanno a disposizione materiali informativi da distribuire.

Per valorizzare la vicinanza e l’unione, per ogni libreria e biblioteca aderente, Settenove dona un libro alla casa rifugio più vicina.

Inoltre, le strutture aderenti ricevono un kit di riconoscimento, che permette di identificare la libreria o la biblioteca come spazio aderente alla rete “i Rifugi”. Il progetto prevede anche una newsletter periodica dedicata ai temi di genere, con dati aggiornati, approfondimenti e suggerimenti di lettura e audiovisivi per interpretare l’attualità.

Due volte all’anno, inoltre, le realtà aderenti partecipano a incontri di confronto e scambio di esperienze con i promotori del progetto.

La cultura come strumento di prevenzione

Alla base dell’iniziativa c’è una convinzione precisa: la violenza maschile contro le donne non è un fenomeno improvviso o emergenziale, ma un problema strutturale che ha radici culturali profonde.

Per questo motivo il lavoro di Settenove si concentra soprattutto sull’educazione e sulla prevenzione culturale.

Fondata nel 2013, la casa editrice è il primo progetto editoriale italiano interamente dedicato alla prevenzione della discriminazione e della violenza di genere. Il catalogo affronta questi temi attraverso diversi generi letterari, con particolare attenzione alla narrativa per l’infanzia e l’adolescenza, considerata uno strumento fondamentale per costruire un immaginario libero da stereotipi.

L’idea è promuovere un’educazione paritaria che favorisca modelli positivi di relazione e rispetto, coinvolgendo uomini e donne in un percorso di consapevolezza condiviso.

La parola chiave del catalogo di Settenove è propositivitàfar luce sulle discriminazioni, promuovere l’educazione paritaria e incoraggiare la visibilità di modelli positivi di collaborazione e rispetto. Coinvolgendo uomini e donne.

Un progetto in crescita

In pochi anni “i Rifugi” è diventato uno dei progetti più interessanti nel panorama delle iniziative culturali dedicate alla prevenzione della violenza di genere.

«Luoghi di lettura e cultura che, accanto alla loro funzione tradizionale, sono diventati anche spazi di ascolto, informazione e orientamento, contribuendo a rafforzare una comunità più consapevole e attenta ai temi del rispetto e delle relazioni», ha concluso Anita Redzepi.

Il successo dell’iniziativa dimostra come librerie e biblioteche possano svolgere un ruolo importante nella costruzione di una rete di sensibilizzazione diffusa, capace di raggiungere territori molto diversi tra loro.

I Rifugi del Varesotto

Le adesioni si concentrano soprattutto nella Provincia di Varese, ma nell’Alto Varesotto il numero di biblioteche e librerie rifugio è ancora basso. Stando agli ultimi dati registrati, solo la biblioteca comunale di Marchirolo e di Castello Cabiaglio hanno aderito al progetto. Nella Valceresio il numero è in crescita. Risultano aderenti le biblioteche di Cuasso al Monte, Bisuschio, Induno Olona, Saltrio e Clivio.

Un numero che rende difficile la possibilità di fare davvero rete. Per aderire all’iniziativa è possibile scrivere a progetti@settenove.it

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