Luino | 12 Marzo 2026

Luino, «Un grazie al Nucleo Alzheimer della Fondazione Mons. Comi»

Dopo la scomparsa della madre, curata e supportata per otto anni nella struttura, Simona Bacco ringrazia tutti gli operatori che lavorano al suo interno: «Per me una famiglia»

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Ci sono luoghi che, con il tempo, diventano molto più di una struttura di cura. Diventano casa. Diventano famiglia. È questo il sentimento che Simona Bacco desidera condividere oggi, dopo la scomparsa della madre Bianca Maria Lovato, venuta a mancare nel marzo 2026 all’età di 95 anni, dopo otto anni trascorsi presso il Nucleo Alzheimer della Fondazione Mons. Comi di Luino.

Otto anni sono un tempo lungo, fatto di momenti sereni e di passaggi difficili, attraversati insieme a chi ogni giorno lavora con dedizione accanto agli ospiti.

«In questi anni mia mamma è sempre stata accudita e circondata non solo da cure di grande professionalità, ma anche da un sincero affetto – racconta la figlia – Con il tempo quella struttura è diventata davvero casa per lei, e per me una famiglia».

Il ringraziamento di Simona Bacco è rivolto a tutti, senza eccezioni: agli operatori sanitari, agli educatori, al personale assistenziale, ma anche a chi lavora dietro le quinte, come il personale della lavanderia e della cucina. «Ognuno di loro ha contribuito a creare un ambiente attento e rispettoso. Tutti hanno avuto un ruolo importante».

In quanto assistente sanitaria, Simona Bacco ha potuto osservare con uno sguardo professionale il lavoro svolto nel reparto. In questi anni ha anche ritrovato tra il personale alcune ex allieve e colleghe, nelle quali ha riconosciuto la stessa professionalità e la stessa umanità che ricordava: «Ho visto con i miei occhi la competenza e l’impegno con cui lavorano ogni giorno».

Ma il sostegno ricevuto non è stato solo per la madre: «Gli operatori sono stati accanto anche a me. Nei momenti più difficili mi hanno sostenuta come farebbero un fratello o una sorella».

L’ultimo mese di vita della signora Lovato è stato particolarmente delicato: «La situazione era precipitata, ma ho sempre visto mia mamma pulita, in ordine, curata. Lei, come tutti gli altri ospiti. Nonostante le difficoltà di un contesto complesso come quello di un nucleo Alzheimer, ho percepito sempre grande attenzione e grande professionalità».

In questi anni la famiglia ha attraversato anche il periodo della pandemia, uno dei momenti più duri per le strutture socio-sanitarie e per i familiari degli ospiti: «Abbiamo vissuto l’epoca del Covid, con momenti molto difficili. Eppure ho sempre visto impegno, attenzione e dedizione».

Per questo oggi il desiderio di Simona Bacco è semplice ma profondo: dire grazie, «un grazie sincero a tutti. A chi ha avuto cura della mia mamma in questi otto anni e a chi, con il proprio lavoro quotidiano, continua ad accompagnare con dignità e rispetto tante altre persone e le loro famiglie».

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