Luino | 13 Dicembre 2025

Progetto aperto, Fondazione Comi e sindaci si confrontano sul futuro dell’ex RSA di Agra

Negli scorsi giorni a Luino si è riaperto il dialogo istituzionale su una struttura dismessa, tra ipotesi socio-sanitarie, minori, accreditamenti regionali e sostenibilità gestionale

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La questione della ex RSA di Agra, chiusa ormai da diversi anni, è tornata al centro del dibattito istituzionale durante l’ultimo incontro pubblico tenutosi lo scorso 3 dicembre nella sala consiliare di Luino, in occasione della presentazione del bilancio e delle prospettive future della Fondazione Monsignor Comi. Un tema che, nel tempo, ha accompagnato numerosi passaggi amministrativi e politici, rimanendo aperto come nodo strategico per il territorio delle valli.

Nel corso della serata, dedicata al confronto con i sindaci dell’area, l’argomento è stato rilanciato da Marco Lecchi, consigliere del consiglio di amministrazione della Fondazione. Lecchi ha ricordato come l’idea legata alla struttura di Agra non sia mai stata abbandonata, delineando una possibile configurazione che includerebbe 32 posti letto tra RSA e RSD, di cui 20 contrattualizzati dalla RSA di Luino e 12 solventi.

Accanto alla componente socio-sanitaria, nel ragionamento illustrato è emersa anche l’ipotesi di affiancare una comunità per minori, con una capienza stimata tra i 30 e i 35 posti, oltre a un ambulatorio e a un centro diurno. Un progetto che, come spiegato, «è sempre stato oggetto di studio preliminare e di riflessione, senza mai essere considerato come immediatamente cantierabile, ma piuttosto come un percorso di lungo periodo».

«La Fondazione, da sola, non può sostenere un’operazione di tale portata senza una condivisione ampia con gli amministratori locali e senza un quadro chiaro sul fronte degli accreditamenti regionali – ha spiegato Marco Lecchi -. In questo contesto si inserisce anche il percorso dell’hospice di Luino, con il tema dell’ottenimento dei budget e della gestione complessiva dei servizi, compreso l’eventuale trasferimento dei minori».

A intervenire è stato quindi il sindaco di Agra, Luca Baglioni, che ha richiamato il valore territoriale dell’operazione, capace di incidere non solo sul piano dei servizi, ma anche su quello della rigenerazione delle aree montane. Secondo il primo cittadino, il progetto rappresenta una possibile leva per riportare economia, persone e vitalità in quota, in un’ottica di rinascita complessiva delle valli.

Baglioni ha ricordato come il confronto con la Fondazione sia iniziato diversi anni fa, evidenziando però il rischio che il tempo trascorso senza passi concreti possa trasformarsi in immobilismo. Il nodo principale resta quello dell’acquisizione dell’immobile, con una valutazione economica stimata intorno ai 2,5 milioni di euro, e la necessità di individuare un soggetto di diritto privato disposto a investire.

Nel frattempo, il Comune di Agra nel mese di settembre ha avviato un percorso parallelo, procedendo all’acquisizione di un immobile adiacente all’ex RSA, anch’esso in passato destinato a struttura assistenziale. «Un’operazione che potrebbe rendere l’area più attrattiva per potenziali investitori e che si inserisce in una visione più ampia, supportata da studi di fattibilità e dall’aggiornamento del PGT comunale», ha commentato il primo cittadino di Agra.

Dal punto di vista gestionale, il direttore generale della Fondazione Monsignor Comi, Fausto Turci, ha chiarito come l’acquisto della struttura, in assenza di accreditamenti certi, non sia oggi una scelta sostenibile. Secondo Turci, «il vero tema non è tanto l’acquisizione quanto la capacità di gestire un progetto economicamente equilibrato, in grado di reggersi nel tempo».

Turci ha evidenziato come l’interesse verso Agra possa concretizzarsi nel momento in cui si aprissero spiragli sugli accreditamenti, scenario che renderebbe la struttura appetibile anche per realtà già operative altrove. In questa fase, ha spiegato, sono stati raccolti elementi più precisi sui numeri e sulle possibili funzioni, ma resta fondamentale costruire un’interlocuzione solida con la Regione.

Il presidente del consiglio di amministrazione, Gianfranco Malagola, ha rilanciato la proposta di costituire un gruppo di lavoro composto da Fondazione, sindaci e altri soggetti coinvolti, con l’obiettivo di dare continuità al confronto e trasformare le ipotesi in un percorso strutturato. «Senza un tavolo stabile – ha osservato -, il progetto rischia di restare fermo».

Nel dibattito sono intervenuti anche altri amministratori, come il sindaco di Luino Enrico Bianchi, sottolineando l’importanza di creare una massa critica territoriale e di presentarsi in modo coeso ai tavoli regionali, per aumentare le possibilità di ottenere strumenti e risorse adeguate. È emersa inoltre una riflessione sul potenziale della struttura in termini di integrazione tra servizi per anziani, giovani e fragilità.

Negli scorsi giorni, infine, Fausto Turci ha confermato di essere stato incaricato dal presidente Malagola di attivare un tavolo di lavoro finalizzato a comprendere e approfondire la fattibilità complessiva del progetto. Un percorso di confronto che dovrà coinvolgere enti, istituzioni e territorio, con l’obiettivo di arrivare a un quadro condiviso e a decisioni consapevoli sul destino e la rigenerazione futura della ex RSA di Agra.

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