Bronzo olimpico, a Milano-Cortina, per la Nazionale svizzera femminile di hockey su ghiaccio. Una medaglia che fa esultare anche al di qua del confine, a Lavena Ponte Tresa, paese con cui la giovane giocatrice Nicole Vallario ha un legame speciale.
Lo aveva raccontato il sindaco Massimo Mastromarino, spiegando che il padre della giocatrice ticinese, cittadino Aire, si era trasferito nel paese sul Ceresio da Calitri (Avellino) dopo il terremoto del 1980, per poi stabilirsi in Canton Ticino dove ha formato la sua famiglia.
Ora, dopo il bel risultato per la Nazionale femminile rossocrociata, il primo cittadino fa i complimenti a Vallario che, insieme alle sue compagne e a una bella disciplina di squadra, si è rivelata fondamentale per il successo, arrivato ai supplementari, nella partita di giovedì 19 febbraio contro la Svezia.
«Faccio ancora fatica a realizzare, non ci sto capendo niente. Ed è una bellissima sensazione», ha dichiarato giovedì sera Nicole Vallario al Corriere del Ticino, raccontando la grande soddisfazione di tutto il team elvetico per aver raggiunto l’obiettivo del podio olimpico.
Un risultato che, per la giocatrice, ripaga lei e le sue compagne per tutti i sacrifici fatti in questi anni. E che – è l’auspicio della giovane atleta, tesserata per una squadra statunitense – può far crescere ancora di più questo sport in Svizzera: «Spero che tante ragazze ci abbiano visto in televisione e si siano appassionate. È appagante sapere che il mio percorso può aiutarle a sognare».
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