Varese | 28 Dicembre 2025

Hockey, Mastini: vittoria contro il Dobbiaco

La squadra varesina passa 5-2 davanti ai 1.100 di via Albani. Martedì prossimo la sfida cruciale per la classifica contro Aosta

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(Andrea Confalonieri, dal sito www.varesenoi.it. Foto di copertina: Alberto Bernasconi) Figurarsi se ai Mastini poteva andare tutto liscio come l’olio: il 5-2 al Dobbiaco è cosa buona e giusta, ma non basta ancora. Manca ancora un punto.

È un campionato bellissimo che la gente ama, e la gente ha sempre ragione: Varese, Appiano (in pista domenica in Val di Fassa: con una vittoria i Pirati approdano a Milano) e l’Aosta, autore di un rush finale micidiale, si giocano gli ultimi due posti alle final four di Coppa Italia dove è già approdato il Caldaro.

Nimenko, il neo straniero Plouffe, canadese dall’effetto dirompente in appena due gare, e il solito Nardella: bastano i nomi dei tre marcatori dell’impresa dell’Aosta ad Alleghe (3-1 davanti a 1.800 spettatori con volata ospite vincente negli ultimi 14 minuti) per capite ciò che attende i Mastini martedì sera nel penultimo turno della regular season sul ghiaccio dell’ex Perla e compagni. Che si giocheranno il tutto per tutto in una sorta di finale contro il Varese per accedere alle final four. Per farcela ed accorciare a -3 in classifica sui gialloneri e continuare a sperare di arrivare a Milano, quando poi mancherà solo un turno alla fine (Varese in casa contro il rilanciatissimo Pergine, Aosta in Val di Fassa), la squadra di Giovinazzo dovrà anche ribaltare lo 0-3 subito all’andata in via Albani. Insomma, dovrà centrare un’altra impresa dopo quella di stasera all’Alvise De Toni, ma sappiamo che nell’hockey tutto è possibile.

Ma in un campionato davvero emozionante con le piste stracolme (anche stasera 1.098 tifosi hanno riempito l’Acinque Ice Arena), i Mastini dopo il 5-2 al Dobbiaco non devono solo difendersi, ma andare all’attacco perché anche il secondo posto, visto il ko delle Civette, che all’ultima ospitano il Caldaro, è distante un solo punto, in attesa come detto di Fassa-Appiano di domenica alle 20.45. Il destino è nella mani di Marcello Borghi e compagni, che possono ancora ambire a tutto: perché dovremmo avere paura e non coraggio?

Partiamo dal fondo, e cioè dalla penalità partita del terzo tempo a Bastille e all’altoatesino Atamanchuk che priverà i gialloneri del loro attaccante principe nella sfida di martedì ad Aosta. Segnale di carattere o, visto ciò che ci attende e che si era già sul 5-2, era evitabilissimo buttarsi sul ring a fare a pugni contro l’ucraino del Dobbiaco? Potrebbe predominare la seconda ipotesi, ma non per noi: quando diciamo sempre che dal canadese ci attendiamo fuoco, in qualunque modo esso arrivi, intendiamo anche questo. Gettare i guanti sul ghiaccio e darsele fa parte anche di un modo di intendere l’hockey ed è anche “cultura”. È, appunto, fuoco.

Intanto il Varese fa ciò che deve, soffrendo e colpendo, senza dare nemmeno l’impressione di dannarsi del tutto l’anima: bellissimo e pesante l’1-1 di Ghiglione sotto la traversa da vice killer (il killer per eccellenza sappiamo chi è) che fa esplodere via Albani appena 36 secondi dopo il vantaggio ospite nel primo tempo, prima del rimbalzo vincente del 2-1 di Marcello Borghi. Secondo tempo di sofferenza con il 2-2 in aggiramento di Majul, finché Bastille parte e va a mettere il nuovo vantaggio a modo suo (3-2). Una saetta di Makinen all’incrocio in power play (l’assist è di Bastille) e, poi, il siluro di Terzago – sempre ispirato da Makinen – chiudono i conti (5-2): concretezza, per una volta cinismo, voglia di vincere. Tanto basta. Mvp? Pubblico, gruppo e, per noi, Pippo Matonti, baluardo nei momenti difficili, Alex Bertin, baluardo da inizio campionato, ma anche William Makinen, baluardo delle ultime gare che, schierato stasera da Da Rin proprio con Bertin, ha formato una supercoppia. E sappiamo come tutte le cose belle nascano sempre là dietro.

Martedì altra finale.

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