Il 4 novembre è una ricorrenza molto importante per l’Italia, giorno in cui è terminata la Prima Guerra Mondiale e Festa nazionale, nella quale ogni anno si ricordano tutti coloro che, anche giovanissimi, hanno sacrificato il bene supremo della vita per un ideale di patria e di attaccamento al dovere.
Cento anni fa, inoltre, è stato tumulato il “Milite Ignoto”, per onorare i sacrifici dei soldati caduti, e su richiesta dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) sono tanti i Comuni che hanno aderito, anche nell’alto Varesotto, per riconoscere la cittadinanza onoraria ad un soldato che rappresenta simbolicamente tutti i caduti e i dispersi in guerra.
E così nel tardo pomeriggio di ieri, alle ore 19, in piazza Risorgimento a Luino, si è tenuta una cerimonia commemorativa per i caduti di guerra. Erano presenti l’Associazione Nazionale Alpini gruppo di Luino, presieduta dal capogruppo Pier Marcello Castelli, il sindaco di Luino Enrico Bianchi e una rappresentanza dell’amministrazione.
È stata anche deposta una corona in loro ricordo e alle 19 precise, dopo molto tempo, la campana civica di Palazzo Serbelloni è suonata per ventun volte, ventuno come le lettere dell’alfabeto, a ricordare tutti i nomi e cognomi di chi perse la vita in guerra.
Oltre alla cerimonia è stato letto il messaggio del presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, Sebastiano Favero, che riportiamo integralmente.
Cari Alpini,
il IV novembre è un appuntamento degno di significati.
In primo luogo perchè celebriamo la Giornata delle Forze armate e dell’Unità nazionale, ribadendo con forza il nostro attaccamento ai valori che, nel nome della Patria, hanno fatto e fanno grande la nostra associazione.
Ed in secondo luogo perchè in quest’anno ricordiamo anche il centenario della traslazione all’Altare della Patria della salma del Milite Ignoto, il soldato elevato a simbolo di tutti i Caduti; evento che proprio il 4 novembre verrà celebrato solennemente a Roma dalle massime autorità della Repubblica, dopo che, pochi giorni prima, l’omaggio è stato reso sullo stesso monumento dagli Alpini in armi e da quelli dell’Ana, nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni di fondazione del Corpo degli Alpini.
Ma quest’anno la data deve assumere per noi Alpini una valenza ulteriore: invito infatti tutti i nostri gruppi a stringersi, come negli scorsi anni, la sera di mercoledì 3 novembre, alle 19, attorno ai Monumenti ai Caduti delle loro città e paesi e chiedo ai capi Gruppo di voler leggere nell’occasione questo mio messaggio, per rivolgere tutti insieme un pensiero deferente ed affettuoso anche a tutte le penne nere che sono andate avanti a causa della pandemia che ha colpito così duramente il nostro Paese.
Nel loro nome ed in quello di tutti i Caduti proseguiamo quindi sulla via tracciata dei nostri paesi e continuiamo nell’impegno di voler trasmettere soprattutto ai più giovani i valori che hanno sin qui retto il nostro operare.
Nella giornata del 4 novembre, poi, chiedo a tutti i Gruppi di issare o esporre il Tricolore davanti alle loro sedi, per dare degna cornice alla ricorrenza.
Viva l’Italia e viva gli Alpini.
© Riproduzione riservata



