Luino | 18 Gennaio 2026

“Più Oratorio tra monti e lago”, il territorio fa rete per dare ai giovani spazi di crescita e relazione

Presentato a Luino, alla presenza del Prefetto, l’ampio e ambizioso progetto ideato dal Decanato e finanziato da Fondazione Cariplo e Fondazione Comunitaria del Varesotto

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Un progetto condiviso, capace di superare i confini dei singoli “campanili” per rispondere in modo più efficace ai bisogni, alle domande e alle passioni dei ragazzi del territorio: è questo lo spirito che anima “Più Oratorio tra monti e lago – luoghi di crescita e di relazione”, iniziativa promossa da alcune parrocchie del Decanato di Luino che hanno scelto di lavorare insieme partecipando al bando “Porte Aperte” di Fondazione Cariplo e Fondazione Comunitaria del Varesotto.

L’obiettivo di questo progetto – presentato sabato 17 gennaio a Luino, alla presenza del sindaco Enrico Bianchi, del prefetto di Varese Salvatore Pasquariello, dei comandanti della Stazione e della Compagnia Carabinieri Roberto Notturno e Vincenzo Piazza, di alcuni sacerdoti del Decanato e di alcuni rappresentanti delle realtà coinvolte – è offrire ai giovani spazi, tempi e occasioni significative per crescere all’interno di relazioni sane, attraverso una rete che raccoglie parrocchie, scuole, istituzioni, cooperative e associazioni sportive.

L’iniziativa messa in campo dal Decanato, della durata di due anni, punta dunque a strutturare e rafforzare le proposte educative negli oratori per preadolescenti, adolescenti e giovani – anche quelli che non frequentano abitualmente questi luoghi –, grazie alla presenza di educatori professionali e al contributo dei volontari e delle tante realtà locali che hanno scelto di affiancare le parrocchie di Castelveccana, Germignaga, Luino, Dumenza e Maccagno e le cooperative San Martino ed Eureka. Accanto alle attività rivolte ai ragazzi, sono previsti anche momenti di formazione per gli adulti delle comunità, a partire dalla convinzione fondamentale che l’educazione sia una responsabilità condivisa.

«Da soli non si può più»: è questa, infatti, come ha sottolineato il decano don Michele Ravizza, l’idea di fondo del progetto. «Non possiamo più ragionare “da campanile”, ma dobbiamo metterci in rete con tutte le realtà che si occupano dei giovani. Questo ci permette di avere uno sguardo più ampio e di garantire una certa qualità, facendo riferimento anche a figure professionali oltre ai volontari. Portiamo avanti questo progetto perché è un bene per le future generazioni, che hanno bisogno di sentire che chi si prende cura di loro è unito e lavora insieme».

Un concetto ripreso anche da don Giuseppe Cadonà, responsabile della Pastorale giovanile, che ha evidenziato le peculiarità e le difficoltà del territorio del Decanato di Luino: un’area molto vasta, poco connessa a livello di trasporti, con una città di 15mila abitanti – Luino – e numerosi piccoli Comuni, e i giovani spesso costretti a spostarsi verso Varese, Milano o la Svizzera per studio e lavoro. Una situazione che genera «una profonda povertà educativa», già affrontata in parte grazie al “Progetto Valli” della Fondazione Oratori Milanesi (FOM), e che ora si punta a contrastare ulteriormente con questo nuovo progetto.

Il parroco delle parrocchie della Valtravaglia, don Luca Ciotti, ha poi ricostruito il percorso che ha portato alla nascita di “Più Oratorio”, definendolo una vera e propria “start up pastorale”. Grazie al sostegno della FOM – e dunque dell’Arcidiocesi di Milano –, è stato possibile negli ultimi anni avviare e consolidare gruppi di ragazzi. Ora, con il bando “Porte Aperte”, l’obiettivo è non disperdere quanto costruito, ma rafforzarlo ulteriormente attraverso una rete che lavori su tutto il territorio, anche oltre l’ambito strettamente ecclesiale, con attenzione verso le situazioni di fragilità e una condivisione di esperienze e conoscenze tra le varie realtà, volta ad armonizzare il più possibile gli obiettivi educativi.

Tre le direttrici principali in cui si articola il progetto: consolidare le proposte esistenti facendo sì che i gruppi vivano sempre di più, in pianta stabile, gli oratori; allargare le collaborazioni e la presenza di persone e figure coinvolte, per fare in modo che l’educazione sia «un prendersi cura da parte di tutta la comunità»; innovare, immaginando l’oratorio come un laboratorio di ricerca pastorale capace di avere un forte impatto educativo sul territorio. Tra i “sogni in grande” di “Più Oratorio” che don Luca ha condiviso con i presenti, figurano in particolare la creazione di un museo “a cielo aperto” e di un hub per favorire spazi e tempi di vita comune per gli adolescenti.

Un contributo ulteriore è arrivato anche da Erika Rabbiosi della cooperativa San Martino, che ha illustrato la struttura del progetto e le sue azioni, articolate in quattro ambiti: preadolescenti, adolescenti, giovani e adulti. Accanto alle attività di incontro più tradizionali, figurano già alcune proposte innovative come un laboratorio di teatro attivo a Castelveccana e un percorso musicale che partirà ad aprile o iniziative condivise – come il viaggio in Marocco vissuto dai ragazzi di Germignaga e Castelveccana. Al centro restano comunque il protagonismo dei giovani e il ruolo chiave degli adulti, chiamati a mettersi in gioco come comunità educante.

Risultato uno dei quattro vincitori del bando “Porte Aperte” 2025, “Più oratorio tra monti e lago” è stato finanziato con 60mila euro da Fondazione Cariplo e Fondazione Comunitaria del Varesotto, che, come ha ricordato il vicepresidente di Fondazione Comunitaria Paolo Bertocchi, hanno riconosciuto il valore della progettualità e della capacità di fare rete sviluppata da tutti i soggetti che vi hanno lavorato.

Un aspetto, questo, sottolineato anche dal Prefetto Pasquariello, per il quale il titolo del progetto racchiude un forte significato, perché richiama sia il territorio in cui si concretizza sia «un’idea forte di comunità che mette al centro i giovani e il loro bisogno di relazione e di senso», puntando su un “più” quantitativo e qualitativo di spazi, relazioni e accompagnamento nella crescita. In chiusura, invece, il sindaco di Luino Enrico Bianchi ha evidenziato il valore del dialogo tra oratori e istituzioni, sottolineando come questo progetto dimostri che l’oratorio non è uno spazio chiuso, ma una realtà capace di aprirsi e incidere positivamente sull’intero territorio.

Oltre al finanziamento ottenuto da Fondazione Cariplo e Fondazione Comunitaria del Varesotto, chiunque può sostenere ulteriormente il progetto “Più oratorio tra monti e lago” attraverso donazioni e contributi: dalle offerte durante eventi e iniziative connesse al progetto, a quelle libere alle parrocchie (effettuabili attraverso bonifici sui rispettivi conti correnti, i cui riferimenti sono disponibili in gallery), fino ai contributi al Fondo solidale aperto in memoria di don Giorgio Ferrario (accessibile cliccando qui), compianto parroco di Curiglia ed educatore che ha cresciuto e accompagnato generazioni di giovani durante la sua lunga esperienza di insegnamento.

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