Varese | 14 Gennaio 2026

Inaugurata la mostra “Forme del Tempo”: i siti UNESCO del Varesotto come ponte tra passato e futuro

La mostra inaugurata oggi a Varese rappresenta un dialogo tra Olimpiadi e siti UNESCO, che racconta l’identità, la cultura e il futuro del nostro territorio

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Questo evento, che unisce sport e cultura, rappresenta «la capacità di un territorio di correre verso il futuro senza dimenticare le proprie origini». Con queste parole si è aperta oggi, nella Sala Immersiva della Camera di Commercio, l’inaugurazione della mostra fotografica “Forme del Tempo”, Monte San Giorgio e i siti UNESCO della provincia di Varese nelle immagini di Renato Cerisola.

Al centro dell’iniziativa il forte legame simbolico tra la fiamma olimpica, che oggi è passata per Varese, e i siti UNESCO: un’immagine unica, capace di raccontare un territorio che guarda avanti valorizzando la propria storia. Un connubio che unisce il grande evento sportivo delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 al patrimonio culturale locale.

A fare gli onori di casa è stato il presidente della Camera di Commercio di Varese, Mauro Vitiello, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra istituzioni: «Questa è una giornata che penso sarà memorabile, sia per questa mostra sia per le Olimpiadi di Milano-Cortina, con l’accensione della fiamma olimpica ai Giardini Estensi». Vitiello ha ribadito come la Camera di Commercio sia lieta di essere partner di eventi culturali di questo livello.

Sul valore più profondo dell’iniziativa si è soffermato l’assessore alla Cultura del Comune di Varese, Enzo Laforgia, che ha evidenziato il legame tra Olimpiadi e siti UNESCO attraverso il tema della pace:

«Le Olimpiadi sono nate per ricucire un mondo frammentato. L’idea stessa dei siti UNESCO nasce durante la Seconda guerra mondiale, con la convinzione che si debba tutelare il passato e alimentarne la fiamma per garantirci un futuro migliore. Speriamo che questa mostra possa contribuire a dare il senso di un mondo fragile che ha bisogno di essere tutelato e di un’umanità da pacificare».

Per la Comunità Montana del Piambello e i Comuni del sito UNESCO sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco di Lavena Ponte Tresa Massimo Mastromarino e il sindaco di Besano Leslie Mulas. Quest’ultimo si è soffermato sul significato del titolo della mostra: «”Le Forme del Tempo” sul Monte San Giorgio sono quelle dei sassi, degli alberi, delle montagne. I fossili che hanno dato al territorio il riconoscimento UNESCO non sono visibili a occhio nudo, sono sottoterra o nei musei, ma raccontano una storia straordinaria». Una ricchezza conosciuta a livello scientifico internazionale, che oggi l’obiettivo è rendere sempre più accessibile anche alle comunità locali.

Presente anche la Fondazione Monte San Giorgio, partner svizzero nella gestione del sito transnazionale UNESCO, a ricordare come la transnazionalità sia una delle caratteristiche più importanti del sito, riconosciuta e valorizzata dall’UNESCO.

Dal mondo della scuola è intervenuto il dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale Giuseppe Carcano, che ha rimarcato il valore educativo del progetto: «Studiare la storia serve per progettare il futuro, non solo per collocarsi nel passato». Carcano ha ringraziato gli istituti scolastici coinvolti per il lavoro svolto con studenti e docenti. Tra i presenti gli istituti Einaudi di Varese e della Valceresio.

La parte conclusiva dell’inaugurazione ha dato spazio agli aspetti più artistici e scientifici della mostra. Il fotografo autore e curatore della mostra, Renato Cerisola, ha raccontato il proprio lavoro: «Essere catturati dalla bellezza, dalle forme, dalle storie dei luoghi e portarle a casa. Questa è la grande forza della fotografia: un’emozione personale che può essere condivisa con gli altri».

Il percorso che accompagna le fotografie esposte è fatto di stupore e scoperta, vissuto anche grazie al supporto di chi quei luoghi li ha studiati e custoditi. L’autore, infatti, ha scoperto il territorio attraverso il suo obbiettivo, si è lasciato guidare dalla luce che metteva in risalto dettagli da catturare. Ne emergono composizioni che iniziano con un’immagine “d’ingresso” e che continuano con dettagli suggestivi.

È poi intervenuta l’assessore regionale alla Cultura di Regione Lombardia, Francesca Caruso, che ha sottolineato: «Siamo la nazione con più siti UNESCO, la regione con più siti UNESCO e la provincia con più siti UNESCO. È un primato che ci deve rendere orgogliosi».

E ha, infine, raccontato l’importanza dell’iniziativa “Forme del Tempo”: Questa mostra è il frutto di un lavoro profondo e appassionato. Un lavoro che ha coinvolto i territori, i custodi dei luoghi, le comunità che ogni giorno vivono e proteggono questi immensi patrimoni. Valorizzare i nostri siti Unesco significa valorizzare il nostro presente e, in un certo senso, investire sul nostro futuro.

La mostra sarà visitabile dal 14 al 24 gennaio 2026, nella Sala Immersiva della Camera di Commercio di Varese (piazza Monte Grappa 5), nei seguenti orari: 10-12 e 15-17.

A chiudere l’incontro l’intervento del paleontologo Marco Balini, dell’Università di Milano e membro della commissione scientifica del sito UNESCO del Monte San Giorgio, che ha spiegato il valore inclusivo dell’esposizione: «Il nostro ruolo non è solo studiare fossili di 240 milioni di anni fa, ma spiegarli. Il calco esposto qui – del Lariosaurs Valceresii – è stato preparato per essere toccato da non vedenti e osservato da ipovedenti. È un modo per trasmettere un sito UNESCO anche a chi non può vederlo».

Un messaggio che riassume il senso profondo di “Forme del Tempo”: rendere accessibile, condivisibile e viva la memoria di un territorio che, tra cultura, scienza e sport, continua a guardare al futuro.

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com