«Qualcuno potrebbe pensare che Artoni si arrenda. Non è così. Sette volte a terra, otto volte in piedi: recita così un antico detto di un maestro di arti marziali. Gli elettori fedeli al sottoscritto hanno mostrato che si può andare avanti e così è, nonostante tutto e tutti».
Si apre così una nota con cui il consigliere comunale di minoranza Furio Artoni (“Stati generali del centrodestra per Luino”) ricorda che, nel 2024, aveva presentato a Palazzo Serbelloni una mozione per trasformare la storica via Felice Cavallotti, strada in cui nacque Piero Chiara, in un museo permanente all’aperto dedicato allo scrittore, con tanto di bassorilievi, lampioni d’epoca, percorsi letterari e targhe commemorative.
«L’idea era semplice – ricorda Artoni – cosa mostriamo a un turista che viene a Luino? Solo il lungolago? Eppure Luino è ricca di personaggi, storie, romanzi, film. La maggioranza di allora bocciò la proposta. La motivazione, degna di un romanzo di Chiara, fu che una simile iniziativa sarebbe stata “troppo limitante” e che bisognava restare «liberi di fare quello che si vuole». La minoranza, invece, votò compattamente a favore. Quella minoranza è oggi la maggioranza. E la mozione è tornata. Il sottoscritto, con il suo gruppo, insiste».
Il consigliere, infatti, ha depositato nuovamente la sua proposta, «aggiornata e rafforzata», che prevede la realizzazione di bassorilievi artistici, di un’illuminazione in stile primo Novecento, la posa di arredo urbano d’epoca e la creazione di un percorso letterario che accompagni il visitatore lungo quella che, una volta, si chiamava “via dei Mercanti”, fino al lago: «Un viaggio nel tempo attraverso il piccolo mondo che Chiara riproduceva quasi sempre dalla realtà: il Caffè Clerici con i suoi avventori, la Rotonda, l’hotel Metropole, e la stazione ferroviaria, via di fuga verso la Svizzera».
«Il momento non potrebbe essere più propizio: – rimarca Artoni – il 2026 segna il quarantennale dalla morte di Piero Chiara. Una ricorrenza per la quale sono già in corso lavori di preparazione di un programma articolato di iniziative culturali. Sarebbe singolare mancare anche questo appuntamento».
«I luinesi, si sa, sono strani, dotati di quell’inquietudine tipica di un paese di confine, adagiati stancamente sui divani dei social, ma pronti a criticare, senza impegno… Chiara, si sa, amava molto Luino. Per questo la prendeva in giro. Il sottoscritto, da buon luinese, – conclude – si limita a seguire l’esempio».
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