Emergono nuovi dettagli sulla tragedia avvenuta nel pomeriggio di sabato in una villetta di via Pezza a Mesenzana, dove Mariella Chiari, donna di 81 anni, ha perso la vita in seguito alle ferite inferte dal marito. L’uomo, Renato Bianchi, un settantottenne residente da alcuni anni nel paese, ha confessato quanto accaduto durante l’interrogatorio davanti al pubblico ministero.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori e riportato anche da La Prealpina, l’anziano si sarebbe lasciato andare a un pianto prolungato mentre cercava di spiegare i momenti che hanno preceduto l’aggressione. Le sue parole, riferiscono le autorità, sono apparse frammentarie e rese con evidente difficoltà emotiva.
La Procura di Varese ha sottolineato come l’uomo presenti una condizione psicologica fragile, un elemento che ha pesato sulla decisione di trasferirlo dal comando dei carabinieri di Luino al carcere di San Vittore di Milano, dove può essere monitorato costantemente per evitare comportamenti autolesionistici.
Le indagini procedono per chiarire la dinamica della lite avvenuta all’interno dell’abitazione. Al momento, gli investigatori non hanno riscontrato segnali di conflitti pregressi tra i due coniugi e non risultano denunce o richieste di intervento negli anni precedenti. Il contesto familiare, quindi, è stato descritto come tranquillo, senza elementi che potessero far presagire un episodio di questa gravità.
Le prime valutazioni, come emerso dagli atti e dalle analisi sul posto, conducono all’ipotesi di una discussione improvvisa legata a questioni di poco conto, su cui l’uomo non avrebbe saputo fornire una spiegazione lineare. Il racconto, riferiscono fonti investigative, è apparso incerto e privo di coerenza su vari passaggi: pare che la lite sia nata per un “Gratta & Vinci”, l’uomo era convinto di aver vinto, mentre la donna lo contraddiceva.
Dopo averla colpita al volto con un pugno e averla accoltellata, quando la moglie era in terra, l’anziano avrebbe raggiunto i familiari (figlia, genero e tre nipoti) presenti al piano inferiore della casa chiedendo aiuto. I soccorritori del 118, arrivati in pochi minuti, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della donna. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Stazione di Luino e del Nucleo Radiomobile, che hanno proceduto al fermo dell’uomo.
Il difensore d’ufficio, l’avvocato Andrea Toppi, come riporta sempre La Prealpina di ieri, ha confermato che il suo assistito ha risposto alle domande della magistratura, mostrando segni di forte sofferenza. Il legale incontrerà l’anziano nelle prossime ore per preparare l’udienza di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari.
La comunità di Mesenzana e della Rasa, dove la coppia aveva vissuto per molti anni, rimane attonita. Amici e conoscenti descrivono l’uomo come un lavoratore instancabile e una persona sempre disponibile. Anche in paese prevale lo sgomento, mentre molti ricordano la donna come una presenza costante alle funzioni religiose domenicali nella parrocchia locale.
In attesa degli sviluppi giudiziari, gli inquirenti proseguono con ulteriori approfondimenti per definire con precisione il contesto che ha portato al dramma. Le verifiche continueranno anche nei prossimi giorni, mentre resta alto il dolore della comunità che si interroga su un gesto che nessuno avrebbe mai immaginato.
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