Una Prepositurale gremita in ogni angolo ha dato ieri, domenica 16 novembre, il benvenuto ufficiale a don Cesare Zuccato come parroco e prevosto della Comunità Pastorale “Madonna del Carmine” di Luino.
Ad accompagnarlo in questo giorno così importante è accorsa anche una delegazione di fedeli e amministratori delle comunità che ha guidato prima di approdare nella città lacustre (Azzate, Buguggiate, Brunello, Vignate, Marcallo con Casone e Vergiate) che si è unita ai numerosi luinesi presenti – cittadini, autorità e rappresentanti delle associazioni – per vivere la celebrazione guidata, nella prima parte, dal vicario episcopale della Zona di Varese, don Franco Gallivanone.
Tra le istituzioni presenti, oltre al sindaco di Luino Enrico Bianchi e al presidente del Consiglio comunale Fabrizio Luglio, anche il Sottosegretario di Regione Lombardia con delega alle Relazioni internazionali ed europee Raffaele Cattaneo, l’onorevole Massimo Garavaglia (già sindaco di Marcallo con Casone), il sindaco di Azzate Simone Raffaele e la vicesindaca di Brunello Lorena Colli.
Ad accogliere don Cesare sul sagrato della chiesa, per via del maltempo che ha impedito il previsto corteo dal Santuario del Carmine alla parrocchiale, sono stati il primo cittadino luinese e un rappresentante della Comunità Pastorale.
Quest’ultimo, Fausto Gatta, ha dato il benvenuto al sacerdote con un pensiero accorato, ma non privo di ironia: «Quando inizia l’Avvento, a noi comuni mortali viene in mente che è ora di pensare ai regali per il Natale. La nostra Comunità oggi ha ricevuto un grande regalo, un sacerdote ha avuto il coraggio di dire un sì obbediente alle pressioni dei suoi superiori. Lei, ora, come un regalo ci dice “Eccomi” e noi siamo pronti ad amare e conservare questo regalo, perché sappiamo che un giorno toccherà a noi fare questo regalo a un’altra comunità».
«Già sappiamo che lei ci vorrà bene, visto che il chilometraggio del suo scooter è aumentato in maniera esponenziale dal suo arrivo nel Luinese, aumento fatto per andare a scoprire le realtà del nostro grande territorio… Diciamo un grande grazie alla comunità che fino a ieri ha amato e conservato questo regalo e che ora lo consegna a noi. Ma soprattutto – ha concluso – diciamo grazie a lei, don Cesare, per il suo sì a condurre nella fede la Comunità “Madonna del Carmine”, un nuovo seminatore per la vita di fede, e noi siamo pronti ad accompagnarla nel suo nuovo cammino».
Da parte sua, il sindaco Bianchi, ha voluto sottolineare che «l’arrivo di un nuovo pastore è sempre un momento di gioia e di speranza. La presenza di un parroco in una città – ha detto – testimonia la presenza di riferimento spirituale per i fedeli, ma non solo: la sua presenza indica un legame tra le persone, un ruolo attivo nell’assistenza ai bisognosi, nelle opere caritative e nelle attività educative. Un simbolo di coesione e identità per la comunità locale».
Luino, ha poi proseguito, è una città bellissima, con una tradizione culturale e una storia uniche, un punto di riferimento per il territorio, ma è anche una città complessa, che vive difficoltà di vari generi, ma è abitata da persone che incarnano il tipico “laghée”, «in apparenza indifferente ma in realtà attento con discrezione e capace di generosità con la riservatezza e la mitezza caratteristica del suo clima. Sono certo – ha concluso Bianchi – che saprai affezionarti a noi e sarà un amore non improvviso e irruente, ma che crescerà piano piano e che non dimenticherai mai. Si dice spesso tra noi luinesi che qui si arriva con un po’ di fatica, ma si lascia questa città con ancor più fatica e con tanta malinconia».
«La presenza di un parroco è importante in una comunità, questo è un incontro che è segnato da una chiamata alla centralità, al Vangelo, ma che incide profondamente sulla realtà», ha evidenziato invece monsignor Gallivanone prima dei riti di presentazione, con il rinnovo delle promesse e la consegna dei simboli del ministero (evangeliario, oli santi, stola viola e aspersorio).
La messa – concelebrata dai sacerdoti di Luino don Giuseppe Cadonà, don Ilario Costantini e don Ennio Campoleoni, insieme a padre Daniele Bai, per due anni parroco pro tempore della Comunità Pastorale, a don Luciano Mainini, al decano di Luino don Michele Ravizza, al decano di Azzate don Stefano Silipigni, e al viceparroco di Azzate don Gioele Asquini – è proseguita in un clima di solennità e festa, con grande partecipazione ed emozione da parte di tutti i fedeli presenti.
Nella sua omelia, don Cesare ha affermato di sentirsi già benvoluto a Luino e di volere, a sua volta, già bene a questa città. Sottolineando in particolare il sostegno del Consiglio pastorale e del presbiterio luinese, di cui fa parte anche il diacono Gabriele Ferrari, ha invitato tutti a «mettersi in cammino e fare la nostra strada insieme»: «Uno dei desideri delle comunità parrocchiali – ha detto – è di essere “il lievito nella pasta”, quel tanto che basta per poter far lievitare tutto ciò che c’è di buono in una città con attenzione, discrezione, collaborazione, desiderio e voglia che il bene cresca usando tutto quello che c’è a disposizione».
«Ti affidiamo una comunità viva, desiderosa di camminare, a volte un po’ ruvida e faticosa nell’entusiasmo, ma con tanti carismi che messi assieme creano una sinfonia incredibile», ha chiosato in conclusione don Giuseppe, introducendo con queste parole il regalo che le cinque parrocchie hanno voluto fare al loro nuovo pastore: un’icona realizzata dai monaci benedettini della Comunità SS.ma Trinità di Dumenza che raffigura la Vergine Maria e Gesù bambino con lo scapolare, un segno di devozione che richiama in modo particolare quella verso la Madonna del Carmine – dunque un simbolo che vuole rappresentare come l’intera Comunità Pastorale, a lei intitolata, sia ora pronta a camminare insieme a don Cesare, con fede, impegno e tanta voglia di fare.
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