Luino | 8 Novembre 2025

Luino, riabilitazione che mette al centro la persona: successo per il convegno del Mons. Comi

Un convegno promosso dalla RSA luinese ha esplorato il valore umano della riabilitazione, mettendo al centro relazione, dignità e comunità come elementi essenziali del prendersi cura

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Si è svolto venerdì 17 ottobre a Villa Porta a Colmegna il convegno “La cura che rimette in cammino”, promosso dalla Fondazione Mons. Comi di Luino, un momento di confronto dedicato al tema della riabilitazione in età avanzata e al valore delle relazioni nei percorsi di cura.

Operatori sanitari, famiglie, amministratori e realtà del territorio hanno risposto numerosi, a conferma dell’interesse crescente verso un modello di cura più umano, inclusivo ed attento alla qualità della vita delle persone anziane.

Ri-abitare l’esistenza: la cura come scelta di senso

Ad aprire la giornata è stato Fausto Turci, psicologo e direttore della Fondazione, che ha illustrato il significato profondo di “ri-abitare” la propria vita dopo una malattia o una perdita di autonomia: non solo recupero fisico, ma ricostruzione di senso, appartenenza e identità. “Per recuperare il proprio colore è necessario uscire dal cespuglio” ha ricordato Turci, invitando a un approccio che rispetta unicità e desideri della persona.

Quando la tecnica non basta

La fisioterapista Annalisa Stevenazzi e la dr.ssa Antonella Biason hanno poi approfondito il tema cruciale del rischio di una riabilitazione esclusivamente tecnica. In geriatria, hanno ricordato, non si lavora su ciò che è venuto meno, ma su ciò che rimane nella persona. La relazione diventa così lo strumento terapeutico più potente: fiducia, ascolto, vicinanza e famiglia sono elementi imprescindibili per “rimettere in moto” non solo il corpo, ma anche motivazione e dignità.

Dignità, parola per la vecchiaia

La prof.ssa Grazia Marchini (Università dell’Insubria) ha portato una riflessione educativa e sociale: la vecchiaia ha bisogno di “nuove parole” e nuovi sguardi. La cura non può evitare la fragilità, ma può darle un significato, accompagnando la persona e la comunità nell’accettazione del limite e nel valore delle relazioni autentiche.

Un giardino che fa comunità

È stato presentato anche il progetto del “Giardino dei nonni e degli orti condivisi”, a cura di Pierfrancesco Buchi, partendo dal contesto demografico e sociale in cui nasce l’iniziativa: una popolazione che invecchia, il rischio crescente di isolamento e la necessità di spazi protetti, ma aperti, dove anziani, famiglie e comunità possano incontrarsi e costruire benessere insieme. Il progetto riqualifica un’area verde trasformandola in luogo attivo di movimento, socialità e prevenzione con percorsi motori e attività guidate da fisioterapisti ed educatori, orti rialzati e aree di lavoro condiviso, spazi di incontro intergenerazionale ed iniziative aperte al territorio.

Riabilitare è restituire possibilità

La giornata è proseguita con l’intervento di Letizia Espanoli, ideatrice del modello Sente-mente, che ha ricordato come la riabilitazione non sia solo movimento fisico, ma restituzione di possibilità, speranza e futuro. “La riabilitazione è il luogo in cui ci si rialza. Anche senza alzarsi”, ha sottolineato, invitando a coltivare gentilezza, motivazione e riconoscimento reciproco tra care-giver e curati.

La giornata si è conclusa con un workshop, ribadendo il valore di un approccio integrato e partecipato. «La Fondazione Mons. Comi conferma così il suo ruolo di riferimento nel territorio per una cura che unisce competenza clinica e centralità della persona, dove — come ricorda il Presidente Gianfranco Malagola — la tecnica da sola non basta: è la relazione che cura».

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com