Varesotto | 21 Ottobre 2025

Maxi blitz della Polizia per colpire lo spaccio nei boschi, tre arrestati con 9 kg di droga e armi

Con l’operazione “Note stonate” le indagini hanno portato alla luce un sistema di spaccio, estorsione e traffico di armi nei boschi di Malnate. A capo dei pusher il cantante di un gruppo trap locale

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Questa mattina all’alba, la Polizia di Stato di Varese ha dato esecuzione a 19 ordinanze cautelari di cui 11 di custodia cautelare in carcere e 8 con obbligo di dimora nelle ore notturne e presentazione quotidiana alla Polizia Giudiziaria a carico di altrettanti soggetti dediti al traffico di sostanze stupefacenti come cocaina, eroina e hashish, estorsione e possesso di armi.

Tra gli arrestati figura anche il frontman di una band trap locale, risultato essere il fornitore di armi nonché a capo di un gruppo di spacciatori attivi nei boschi del Varesotto.

L’operazione, ribattezzata “Note Stonate”, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Varese e condotta dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Varese, ha preso avvio da servizi di monitoraggio e controllo di un’area boschiva interessata dal fenomeno dello spaccio di droga situata nel Comune di Malnate, dove era stata individuata una postazione di spaccio gestita da tre nordafricani.

Nel corso delle perquisizioni eseguite questa mattina a carico degli indagati, sono stati arrestati in flagranza di reato tre soggetti, due dei quali già destinatari dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, mentre il terzo è un ulteriore componente della band trap coinvolta nell’operazione.

I tre sono stati trovati in possesso di droga e armi: in particolare, gli agenti della Squadra Mobile hanno sequestrato alcuni fucili e circa 9 kg di stupefacente tra hashish e cocaina. I primi servizi di osservazione svolti dal personale della Sezione Antidroga avevano però evidenziato come questi avessero a disposizione anche armi corte e lunghe, tra cui un fucile mitragliatore tipo AK47.

Grazie ai servizi svolti all’interno delle aree vegetative, anche con visori notturni e/o termici e droni, in pochi giorni sono stati osservati tutti gli spostamenti e le abitudini quotidiane dei tre stranieri, individuando così, ben nascosto a debita distanza dal luogo di spaccio, il loro bivacco/dormitorio. Tutti gli elementi così raccolti hanno consentito agli agenti della Mobile di trarli in arresto in un particolare e raro momento in cui i tre risultavano separati tra loro.

In particolare, colui che era ritenuto il più pericoloso, oltre ad essere l’esclusivo utilizzatore dell’AK47, è stato fermato mentre si era recato da solo per una notte in un hotel di Varese mentre poco dopo il più giovane, ritenuto il meno pericoloso perché utilizzato dal gruppo per fare da spola, disarmato, tra la postazione di spaccio e i diversi clienti che giungevano presso il bosco, è stato bloccato mentre entrava all’interno di un vicino supermercato per fare i soliti acquisti alimentari giornalieri.

A questo punto l’ultimo componente, rimasto isolato all’interno dell’area boschiva con tutte le armi, è stato accerchiato dagli uomini della Squadra Mobile che, nel frattempo, avevano provveduto a isolare temporaneamente la zona grazie a un rapido blocco delle principali strade di accesso. Il pusher, dopo una breve ma inutile fuga nel corso della quale ha abbandonato le armi, è stato catturato e tutto il materiale di cui si era disfatto è stato prontamente recuperato insieme a droga, denaro contante e al classico materiale per la pesatura e il confezionamento delle singole dosi.

Nel corso delle concitate attività di osservazione che hanno poi portato all’arresto dei tre stranieri, era emersa anche la figura di un italiano che, a bordo della propria vettura poi sottoposta ad intercettazione, forniva agli stranieri svariati servizi, come ricaricare le powerbank e/o le batterie d’auto indispensabili per rimanere in orari notturni e a lungo tempo all’interno dei boschi, acquistargli la cena o addirittura, in alcune occasioni, trasportarli da una parte all’altra del bosco in cambio di dosi di cocaina.

L’uomo, un pregiudicato locale, oltre a frequentare i tre pusher, si recava inoltre con troppa frequenza nei pressi di un locale privato in un quartiere di Malnate, risultato poi essere la sede legale della band trap.

Grazie alle intercettazioni registrate all’interno dell’auto dell’italiano e a nuovi e serrati appostamenti effettuati nei pressi di quel locale, è quindi emerso un vero e proprio stretto legame tra quest’ultimo e la band, con particolare riguardo al cantante, risultato inaspettatamente essere non solo a capo di un gruppo di giovani dediti allo spaccio di hashish e cocaina, ma anche il fornitore di parte delle armi sequestrate ai tre nordafricani arrestati.

Il nuovo focus investigativo è stato reso particolarmente difficile dal contesto territoriale in cui la band dimora: ben conosciuta e seguita in particolare tra i giovanissimi del posto, che la seguono costantemente tramite le piattaforme social, oltre a partecipare attivamente alla registrazione dei video musicali girati proprio all’interno di quel quartiere. L’indagine ha permesso comunque di “intercettare” consegne di cocaina e hashish in tutta la provincia, i cui trasporti venivano spesso affidati da affiliati alla band proprio all’italiano monitorato che con la propria auto li recapitava a destinazione.

Per altro verso, nel corso dell’attività d’indagine, è stato monitorato un tentativo di incendio a scopo estorsivo dei locali della band compiuto da un noto pregiudicato locale per motivi in parte legati a contrasti di carattere personale. L’incendio, domato dal pronto intervento dei vigili del fuoco, in un primo momento aveva scatenato un tentativo di rappresaglia armata da parte della banda, la quale, invece, in un secondo momento, si è trovata costretta a chiudere la partita con il pagamento di alcune migliaia di euro in favore del pregiudicato.

L’indagine, coordinata dal Sostituto Procuratore dottoressa Maria Claudia Contini e condotta dalla Squadra Mobile di Varese, ha così portato alla luce uno spaccato del mondo rap/trap, già evidenziato in altre indagini a livello nazionale, dove alcuni gruppi musicali e/o singoli cantanti, nel comporre i propri testi basandoli su violenze di ogni tipo e/o inneggiando all’uso di droga e di armi, hanno di fatto trasbordato nella realtà tutto ciò, in spregio alle normali regole di vita e leggi dello stato.

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