Quella che inizialmente poteva apparire come una tragedia accidentale sta progressivamente assumendo contorni più precisi, al netto delle ipotesi emerse finora. E il legame con l’annoso problema dello spaccio nei boschi è oramai accertato.
Secondo quanto riferito dalla Procura della Repubblica di Varese, infatti, il cadavere ritrovato ieri sera in zona Sant’Antonio a Castelveccana, non lontano dalla Cascata della Froda, è di un giovane apparentemente nordafricano. E c’è un sottufficiale dell’Arma indagato per omicidio.
Le ricerche erano state lanciate intorno alle 19.00 dopo una telefonata anonima e hanno condotto al rinvenimento del corpo dell’uomo, allo stato non ancora identificato, e – si legge una nota firmata dal procuratore Massimo Politi – colpito «nella zona lombare destra da un colpo di arma da fuoco».
«A seguito di ulteriori accertamenti – prosegue la nota – è emerso che nel pomeriggio della stessa giornata, nella medesima zona, era stato svolto un servizio da parte di appartenenti all’Arma dei Carabinieri per il contrasto all’attività di vendita di sostanze stupefacenti e che‚ nella circostanza, un sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri aveva esploso alcuni colpi di arma da fuoco, ritenendo di trovarsi al cospetto di persone armate».
Per questo motivo il militare è stato indagato per omicidio «a prescindere dall’effettiva addebitabilità della ferita riscontrata sul corpo dello sconosciuto» e nel frattempo proseguiranno le indagini per determinare la dinamica dei fatti, «inclusi accertamenti tecnici per la verifica della traiettoria e della tipologia del proiettile che ha attinto li corpo, non potendosi allo stato escludere qualsiasi ricostruzione alternativa rispetto alla responsabilità del militare».
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