Come ogni anno, domenica 28 settembre la città di Luino ha ricordato i giovani Caduti della Gera, i partigiani catturati nella cascina di Voldomino e uccisi il 7 ottobre 1944 (e nei giorni successivi) dai fascisti.
Alla cerimonia hanno preso parte l’assessora alla Cultura Serena Botta (in rappresentanza del sindaco Enrico Bianchi) e il presidente del Consiglio comunale Fabrizio Luglio, l’intero Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze, il Viceprefetto di Varese, i sindaci di Brezzo di Bedero, Cremenaga, Dumenza, Castelveccana, Brissago Valtravaglia e Porto Valtravaglia, il Consigliere provinciale Michele Di Toro, i rappresentanti di Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizia locale, associazioni d’arma, Croce Rossa e ANPI di Luino, Marchirolo, Varese e Castiglione Olona.
Accompagnati dalla Musica Cittadina di Luino, istituzioni e cittadini hanno raggiunto dapprima piazza Garibaldi e poi piazza Risorgimento, dove, dopo il consueto alzabandiera e la resa degli onori ai Caduti, ha preso parola il sindaco di Castelveccana Maurizio Spozio per il primo intervento pubblico della mattinata.
«Siamo qui per onorare la vita, il coraggio di questi uomini che hanno lottato per i valori fondamentali, come la libertà, in un momento cruciale della nostra storia», ha rammentato Spozio concentrandosi in modo particolare sulle figure di Giampiero e Giacomo Albertoli, due dei giovani partigiani della Gera originari di Castelveccana.
La dirigente scolastica dell’ICS “Bernardino Luini” Eliana Frigerio, invece, ha voluto portare all’attenzione dei presenti «il ricordo di tante persone che, in modi diversi, sono stati preziosi custodi di memoria» come Remo Passera, Rosetta Garibaldi e il marito Gianni Merini. Custodi della memoria che, ha evidenziato, «svolgono un ruolo insostituibile». Una memoria che, anni fa, era «ricordo reale» ma che oggi diventa sempre più difficile tramandare alle giovani generazioni, «distanti dalla storia della Seconda Guerra Mondiale e dei decenni che ne sono seguiti».
«Per questo – ha sottolineato Frigerio – occorre accendere interesse e passione negli studenti e in questo la storia locale aiuta, anzi è imprescindibile. In questo modo i ragazzi si abituerebbero a osservare e a non passare indifferenti di fronte a lapidi, luoghi o monumenti». Un lavoro che li coinvolga in prima persona, che li porti alla scoperta delle fonti storiche e dei luoghi che hanno visto accadere eventi come l’eccidio della Gera: questo è l’auspicio della dirigente scolastica, per cui il senso della Resistenza, oggi, è «insegnare che ogni presente impone degli interrogativi alle coscienze e la necessità di scelte esistenziali, per farsi carico del presente in una dimensione che sia realmente politica e solidale».
A chiudere la breve serie di interventi prima del trasferimento a Voldomino per la celebrazione della messa sul luogo dei fatti del 7 ottobre, il giovane sindaco del Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze, che ha definito i partigiani della Gera come «esempi di coraggio estremo che hanno combattuto per la loro e la nostra libertà e che ci invitano a non essere mai indifferenti» e l’assessora Serena Botta.
«Non sarà mai abbastanza il tempo che dedicheremo a ricordare questi ragazzi e il loro sacrificio – ha affermato Botta – Possiamo solo continuare a ricordare quali ideali li hanno spinti a sacrificare la loro vita e contro cosa si sono sentiti costretti a lottare. Ricordare tutto questo affinché non avvenga più che decisioni scellerate, prese da pochi per pochi e avallate da chi dovrebbe arginarle, portino di nuovo alla guerra o a persecuzioni razziali come accade da anni in Palestina e in tanti paesi dell’Africa».
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