(Valerio Langè, già consigliere comunale a Laveno Mombello) Chi vusa pusé, la vacca l’è sua? Durante l’ultima riunione del Consiglio Comunale, ancora una volta, il comportamento di alcuni consiglieri comunali è stato vergognoso. Questa volta, l’episodio è particolarmente grave in quanto riguarda il sindaco.
Il sindaco presiede il Consiglio Comunale ed è quindi la figura che regola l’andamento della discussione, anche richiamando quei consiglieri che dovessero malauguratamente perdere le staffe. Stavolta, invece, è proprio il sindaco che si è messo a urlare contro le minoranze, le quali hanno poi abbandonato l’aula.
Abbandonare l’aula è un diritto; urlare, invece, non è un diritto di nessuno, ma segno di cattiva educazione e incapacità di dialogare in modo appropriato.
Vedere il sindaco visibilmente alterato non è un bello spettacolo, né vedere uno dei suoi consiglieri tentare di trattenerlo e calmarlo prendendogli il braccio, come se fosse incapace di tenere un contegno adeguato. Lo stesso consigliere che provava a trattenere il sindaco, a gennaio, in Consiglio Comunale, aveva urlato parolacce verso altri; insomma, una scena indecorosa ma anche comica per via delle persone coinvolte.
Rende ancora più grave questi episodi il fatto che avvengano non durante riunioni informali o private, ma in occasioni pubbliche, verbalizzate e delle quali rimane la registrazione, che chiunque, anche in futuro, può rivedere.
Al di là dell’aspetto tragico e comico, viene da chiedersi se il comportamento del sindaco sia abitualmente quello che si è visto in Consiglio Comunale. Infatti, se urlasse anche contro i dipendenti comunali, si spiegherebbe come mai, da quando è a Villa Frua, molti dipendenti anche storici e di riconosciuta competenza e affidabilità, abbiano scelto di andarsene altrove.
Certamente l’episodio ha messo in imbarazzo quei consiglieri di maggioranza che sanno tenere un comportamento consono al Consiglio Comunale: non stupirebbe se rinunciassero a presentarsi alle prossime elezioni insieme con i due urlatori.
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