Laveno Mombello | 4 Settembre 2025

Laveno, cavalcavia Boesio: «No al progetto della Provincia». Il sindaco spiega perché

In consiglio comunale si parla del piano da oltre 2 milioni di euro rifiutato da Civitas. «Danni viabilistici e alti costi di manutenzione. La soluzione deve essere conveniente per tutti»

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«Un manufatto di circa un secolo fa con problemi strutturali da non sottovalutare, che non è possibile abbattere per il vincolo culturale apposto dal Ministero dei Beni culturali e del quale sembra altrettanto impossibile – in quanto troppo onerosa – una sistemazione che ne eviti la chiusura e che ne renda praticabile un utilizzo futuro senza eccessive limitazioni».

Con una nota di fine agosto il gruppo consiliare Centro Sinistra Laveno Mombello aveva introdotto così il problema del cavalcavia Boesio, aggiungendo poi delle critiche per i troppi “no” dell’amministrazione comunale a progetti e finanziamenti incentrati sulla gestione dell’area in cui è presente il manufatto, e sulla costruzione di un nuovo ponte. Durante l’ultimo consiglio comunale, proprio l’amministrazione Civitas, guidata dal sindaco Santagostino, è tornata sul punto per spiegare le ragioni di quei “no” e ribadire come intende occuparsi della questione cavalcavia.

Questione che, a fronte di come si sono evoluti i fatti dal 2021 in avanti, resta «un problema da gestire – ha spiegato il primo cittadino – e la soluzione tecnica deve essere conveniente anche per il Comune, non solo per la Provincia (ente a cui spetta la competenza sul cavalcavia, visto che la struttura si trova sulla strada provinciale 69, ndr)».

Sconveniente a questo proposito, per l’amministrazione Santagostino, era il progetto del 2021, che sarebbe stato finanziato con soldi ministeriali, ma che seguiva la proposta fatta nel 2018 dall’amministrazione di centrosinistra, «che aveva previsto il doppio senso in via Garibaldi, la chiusura del passaggio a livello delle ferrovie nord e la realizzazione di un ponte sul cavalcavia», ha ricordato Santagostino, citando alcuni degli aspetti viabilistici che l’amministrazione in carica ha cercato in tutti i modi di escludere dal futuro assetto viabilistico del centro cittadino.

Poi, nel 2022, dopo una variante a quel progetto proposta da Civitas e approvata dalla Provincia, è arrivato il vincolo posto dal Ministero dei beni culturali, perché il manufatto rappresenta una testimonianza del passato industriale della città, e quindi non può essere rimosso per fare posto a un nuovo ponte sul Boesio. «Il Comune non ha rinunciato a finanziamento e progetto – ha precisato il sindaco -. La Provincia ha proseguito con l’iter senza prima accertarsi che il Ministero non ponesse il vincolo».

E infine l’ultimo atto della lunga trafila: a luglio 2023 la Provincia si rende disponibile per un nuovo contributo dedicato alla realizzazione del ponte sul cavalcavia. Ma l’amministrazione comunale è ancora una volta contraria al progetto. «Il piano prevedeva l’abbattimento parziale del cavalcavia nel tratto che dai campi da tennis verso Cerro – ha affermato Santagostino – con la realizzazione di un sovrappasso tra il Gaggetto e la strada di Cerro. Questo sovrappasso non avrebbe consentito il collegamento tra via Fortino e il centro urbano di Laveno. La Provincia avrebbe trasformato il cavalcavia in zona pedonale con un belvedere, e lo avrebbe dato in gestione al Comune».

E il Comune, secondo il primo cittadino, ci avrebbe rimesso due volte: «A livello di viabilità, perché il cavalcavia avrebbe perso la funzione di strada percorribile con i mezzi a motore, e a livello economico perché la gestione e manutenzione del cavalcavia sarebbero state a carico del Comune».

Civitas quindi ha detto di nuovo no. «Responsabilmente», ha precisato il sindaco. Intanto, con una variazione di bilancio, sono stati stanziati fondi per studi approfonditi sulla messa in sicurezza dei ponti presenti a Laveno Mombello.

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