(a cura di Matteo Toson) Con i suoi oltre 14.000 abitanti e una posizione di confine unica, la città di Luino si trova davanti a una sfida decisiva: quella della mobilità elettrica.
In una provincia tra le più motorizzate d’Italia come quella di Varese, e in un territorio che accoglie ogni anno migliaia di turisti dal Nord Europa, il tema delle colonnine di ricarica per veicoli elettrici non è più soltanto una questione ambientale, ma di competitività territoriale ed economica.
I dati del turismo: chi sceglie Luino
Nel 2024, secondo i dati Istat, Luino ha registrato: 22.066 arrivi complessivi, 60.932 presenze, di cui 16.473 arrivi dall’estero per un totale di 51.825 presenze. Il 75% delle presenze turistiche è dunque straniero.
Tra i mercati principali: Germania: 7.459 arrivi, 28.236 presenze; Paesi Bassi: 886 arrivi, 4.148 presenze; Svizzera: 4.060 arrivi, 8.247 presenze; Francia: 1.084 arrivi, 3.251 presenze. Paesi con una propensione alla mobilità elettrica molto superiore alla media italiana, per i quali la presenza di colonnine rappresenta un criterio decisivo nella scelta della destinazione.
La situazione attuale
Oggi a Luino si contano soltanto: 5 colonnine di ricarica, per un totale di 10 bocchettoni, di cui una sola Hyperfast e le restanti Fast. Un’offerta limitata, insufficiente sia per i residenti che per i pendolari casa–lavoro verso la Svizzera, senza contare i turisti che arrivano con veicoli elettrici.
Turismo: quanto si può crescere con più colonnine?
I numeri parlano chiaro: senza un’adeguata rete di ricarica, anche solo il 5% dei turisti stranieri potrebbe scegliere mete alternative, con una perdita di circa 2.600 presenze l’anno. Con una rete diffusa e capillare, un incremento realistico del 10% delle presenze estere porterebbe a circa +5.200 presenze annue.
Tradotto in economia locale: con una spesa media stimata di €100 al giorno a turista, si parla di oltre 500.000 euro aggiuntivi l’anno tra hotel, ristoranti, bar e negozi. Senza numeri siamo solo persone con una diversa opinione. E i numeri dicono che le colonnine sono una necessità vitale per il futuro turistico ed economico di Luino.
Una strategia possibile
Non servono solo grandi “parchi Hypercharge”: stalli intelligenti a ricarica lenta nei parcheggi pubblici (Ex Svit, Porto Lido, V° Locale, SmartBorder); colonnine Fast nei parcheggi privati ad uso pubblico (supermercati); pochi punti Hyper nei nodi strategici di accesso al territorio. Un modello che permetterebbe di gestire la ricarica diurna per lavoratori e studenti, quella notturna per i residenti senza wallbox e la ricarica lunga per i turisti giornalieri e vacanzieri.
Energia locale al servizio della mobilità
Luino ha già le basi per diventare un laboratorio europeo di mobilità green: due parchi fotovoltaici sul territorio, una centrale idroelettrica in città e una a Maccagno, la possibilità di costituire una comunità energetica territoriale che alimenti direttamente la rete di ricarica.
La domanda non è più se servano nuove colonnine, ma quante e dove. Per Luino, investire in un piano di ricarica integrato significa: rendere sostenibili gli spostamenti quotidiani, aumentare l’attrattività turistica, generare ricadute economiche immediate e misurabili, consolidare la vocazione green del territorio insubrico. Una sfida che non può più attendere: perché oggi il turismo si sceglie anche in base alla presa di corrente.
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