I Castelli di Cannero rinascono con il progetto di restauro voluto dalla famiglia Borromeo che nella mattinata di oggi (presenti Vitaliano, 64 anni, con la moglie Marina e i figli Giberto e Lodovico) ha accolto le istituzioni locali per il taglio del nastro all’ingresso delle fortificazioni sul lago Maggiore.
L’isolotto con i resti del forte di epoca medievale – assediato ad inizio Quattrocento dai soldati del duca di Milano per liberare la popolazione dalle scorribande dei briganti Mazzardi che lo avevano occupato e trasformato nel loro quartier generale, e poi donato dai Visconti ai Borromeo sempre nel XV secolo – sarà visitabile dal prossimo 28 giugno. Leggende e misteri si intrecciano tra le mura innalzate a poche centinaia di metri dalla terraferma, e abbandonate nel Settecento quando i castelli diventarono covo di contrabbandieri.
Il progetto di recupero ha avuto due linee guida: la valorizzazione della testimonianza storica, anche grazie agli oggetti emersi dagli scavi archeologici effettuati, e l’esperienza turistica: battelli diretti dalle due sponde del lago e un museo interattivo installato all’interno dei castelli che hanno diverse zone di interesse: la corte, la cappella, le varie stanze, le mura e il mastio, che è la torre centrale e più alta del castello.
«Questo è un luogo di storia ma anche un luogo dell’anima, da scoprire nella sua essenza dopo secoli di misteri – spiega l’architetto Salvatore Simonetti che ha progettato e diretto i lavori – Abbiamo affrontato il restauro di una rovina per renderla visitabile. Abbiamo puntato sul concetto di approdo, rispettando l’autenticità dei luoghi ed evitando nuove destinazioni d’uso (passerelle e ascensori sono gli unici elementi esterni inseriti durante i lavori, che hanno riguardato anche la rimozione delle barriere architettoniche per consentire un comodo accesso alle persone diversamente abili, ndr). Ci siamo serviti dell’archivio dei Borromeo per risalire ai fatti storici e alle vicende della famiglie legate a questo posto».
Le aspettative degli amministratori locali sono alte. La chiave per interpretare al meglio l’imminente stagione estiva sarà la collaborazione tra sindaci e associazioni. «Siamo al lavoro con Terre Borromeo (brand che unisce numerose località da visitare sul lago, ndr) per definire gli ultimi dettagli dell’offerta turistica – fa sapere il primo cittadino di Cannero, Federico Carmine – Per noi si tratta anche di una questione di cuore, visto che siamo da sempre molto legati ai Castelli».
Castelli che sul versante lombardo del lago sono sempre stati visti come un cantiere, forse aperto, forse dimenticato. «Il progetto di restauro è un nuovo elemento di attrazione turistica anche per noi» commenta Enrico Bianchi, sindaco di Luino, che ha partecipato all’inaugurazione con il collega maccagnese Ivan Vargiu e con altri sindaci dell’alto Varesotto: Gianni Mariotto (Monvalle), Ermes Colombaroli (Porto Valtravaglia), Luca Santagostino (Laveno). «Abbiamo sempre guardato i Castelli da lontano – aggiunge Bianchi – ora possiamo visitare questo luogo antico che ci dà importanti possibilità a livello turistico».
Per Vargiu, sindaco di Maccagno, l’apertura al pubblico dei Castelli dovrà aumentare il livello d’intesa tra amministratori locali e operatori turistici, «perché in tanti avranno il desiderio di vedere questo luogo, e il territorio dovrà farsi trovare pronto con le giuste proposte per arricchire l’esperienza di chi viene sul lago». A questo proposito dovrebbero essere tre i collegamenti diretti in battello per i Castelli: Cannero, Cannobio e Luino. La conferma arriverà nei prossimi giorni.
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