Italia | 7 Giugno 2025

Referendum dell’8 e 9 giugno: tutte i dettagli per votare e i temi dei cinque quesiti

I cittadini italiani saranno chiamati a esprimersi su cinque referendum abrogativi: quattro riguardano il lavoro, uno la cittadinanza. Ecco cosa sapere prima di andare alle urne

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Domani, domenica 8 giugno, dalle ore 7 alle ore 23, e lunedì 9 giugno, dalle ore 7 alle ore 15, si voterà in tutta Italia per cinque referendum abrogativi. I quesiti sono stati ammessi a gennaio 2025 dalla Corte Costituzionale e saranno sottoposti al giudizio degli elettori in concomitanza con i ballottaggi amministrativi in diversi Comuni, tra cui anche alcuni del Varesotto. Quattro quesiti sono stati proposti dalla Cgil e trattano tematiche legate al mondo del lavoro. Il quinto, promosso da +Europa, riguarda le norme per l’acquisizione della cittadinanza italiana.

Essendo di tipo abrogativo, in ciascuna delle cinque schede gli elettori dovranno indicare se vogliono cancellare o mantenere in vigore una parte di legge esistente. Scegliendo “Sì”, si esprime l’intenzione di abrogare la norma oggetto del quesito. Con il “No”, si opta invece per mantenerla. Perché l’esito del voto sia valido, sarà necessario raggiungere il quorum: è richiesta la partecipazione di almeno il 50% + 1 degli aventi diritto al voto.

Il primo quesito (scheda verde) interviene sulla normativa relativa ai licenziamenti per i contratti a tutele crescenti, introdotta con il decreto legislativo 23/2015, parte del cosiddetto Jobs Act. La proposta mira a ripristinare la possibilità di reintegro nel posto di lavoro anche per i lavoratori delle aziende con oltre 15 dipendenti, in caso di licenziamento ritenuto illegittimo da un giudice. In caso di vittoria del “sì”, si tornerebbe a una disciplina simile a quella prevista dall’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, modificato dalla legge Fornero nel 2012.

Il secondo quesito (scheda arancione) si concentra sui licenziamenti nelle piccole imprese, proponendo di eliminare il tetto massimo alle indennità risarcitorie per i lavoratori licenziati illegittimamente in aziende con meno di 16 dipendenti. Attualmente, il risarcimento non può superare le 6 mensilità. Il quesito vuole lasciare maggiore discrezionalità al giudice nella valutazione del danno economico e sociale subito dal lavoratore.

Con il terzo quesito (scheda grigia) si punta a limitare l’uso dei contratti a termine senza causale, reintroducendo l’obbligo di motivare anche i rapporti di durata inferiore ai dodici mesi. La normativa attuale consente di stipulare liberamente contratti a tempo determinato fino a un anno, mentre con l’eventuale vittoria del “sì” tornerebbe il vincolo delle cosiddette causali anche per periodi più brevi.

Il quarto quesito (scheda rossa) riguarda il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro e negli appalti. Attualmente, in caso di infortunio, non è prevista responsabilità per l’impresa appaltante. Il referendum propone di estendere questa responsabilità anche al committente, introducendo un principio di corresponsabilità più ampio in materia di prevenzione e sicurezza.

Infine, il quinto quesito (scheda gialla) affronta la questione della cittadinanza per residenza legale. L’obiettivo è ridurre da 10 a 5 anni il periodo minimo di permanenza in Italia richiesto ai maggiorenni stranieri per poter fare domanda di cittadinanza. Si tratta di un ritorno al requisito originario previsto nel 1865 e in vigore fino alla modifica introdotta con la legge 91 del 1992.

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