Canton Ticino | 24 Aprile 2025

Il Canton Ticino lotta contro le mastiti bovine

Presentati gli esiti del progetto pilota che ha coinvolto le aziende lattiero-casearie. Obiettivo: diminuire l'uso di antibiotici e contrastare la diffusione di un batterio pericoloso per le mucche

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Maggiore qualità del latte, salute animale rinforzata, minori perdite produttive, riduzione dell’uso di antibiotici e minori costi. Sono i benefici legati ad un progetto pilota che dal 2019 al 2024 ha coinvolto la quasi totalità delle aziende ticinesi attive nel settore lattiero-caseario.

I risultati sono stati resi noti il 22 aprile al Centro professionale e sociale di Cugnasco-Gerra, in occasione della Giornata dell’alpigiano, e certificano un traguardo che il Dipartimento della sanità e della socialità – che ha promosso il piano insieme all’Ufficio del veterinario cantonale – definisce straordinario.

Il motivo? Lo Staphylococcus aureus genotipo B (SAGB), un batterio che favorisce la diffusione delle mastiti bovine – infezioni che colpiscono le mammelle e che influiscono negativamente sulla quantità e sulla qualità del latte – è stato eradicato da tutte le aziende che hanno aderito al progetto. E questo dopo solo ventuno mesi dall’avvio della fase operativa. Una tendenza confermata fino alla conclusione del percorso, nel dicembre dello scorso anno.

L’approccio innovativo, messo in campo con il sostegno economico dell’Ufficio federale dell’Agricoltura e di quello della Sicurezza alimentare e di veterinaria, con la collaborazione di enti privati e il supporto tecnico scientifico dell’Università di Berna e dell’Istituto Agroscope, si è rivelato efficace per contrastare la principale causa delle mastiti, e le conseguenti perdite economiche stimate in circa 130 milioni di franchi l’anno, a livello svizzero. I fondi stanziati sono stati utilizzati per i prelievi e le analisi del latte, il servizio di sostegno tecnico e la consulenza, il versamento di indennizzi per la macellazione in caso di animali resistenti alla terapia, e per l’accompagnamento scientifico.

«Occorre ricordare che all’inizio della fase di risanamento il 35% delle aziende e il 10% delle bovine da latte nel Cantone Ticino risultava positivo allo Staphylococcus aureus genotipo B – sottolinea il Dipartimento della sanità – Questo straordinario risultato è stato possibile grazie all’ottima collaborazione con tutti gli enti coinvolti, con un ruolo fondamentale svolto dagli allevatori».

Il progetto pilota si è ufficialmente chiuso, ma l’impegno su questo fronte rimane: «Le autorità cantonali – afferma ancora il Dipartimento – insieme agli allevatori, all’Unione Contadini Ticinesi, alla Federazione ticinese dei produttori di latte e alla Società Ticinese di Economia Alpestre, stanno già lavorando per mantenere le bovine da latte ticinesi libere dal SGB».

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