Italia | 9 Aprile 2025

Caccia, oltre 6 milioni di uccelli uccisi in 3 mesi

Il report di Ispra evidenzia carenze nella comunicazione, da parte delle regioni, delle informazioni sui tesserini venatori, e dunque sugli abbattimenti. Enpa: «Dati inquietanti e sottostimati»

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Oltre sei milioni di uccelli uccisi in tre mesi. Un dato che emerge dall’ultimo report pubblicato da Ispra (Istituto superiore per la protezione ambientale), e che l’Enpa, Ente nazionale protezione animali, considera inquietante.

Dietro alla presa di posizione di Enpa non c’è soltanto il tema della caccia praticata come passatempo, che da tempo divide cacciatori e associazioni ambientaliste, alimentando di continuo la polemica tra le due fazioni, ma anche il problema del dato reale relativo alla “pressione venatoria sull’avifauna italiana”, oggetto del report di Ispra, basato sulle informazioni presenti nei tesserini venatori utilizzati dalla stagione 2017/2018 alla stagione 2022/2023, e legato agli obblighi previsti da apposta normativa europea (la direttiva 147 del 2009) .

Tema, quest’ultimo, evidenziato anche da Ispra sul proprio sito web: «Le informazioni inviate dalle diversi regioni e relative al rapporto tra tesserini analizzati sul totale dei tesserini rilasciati in ogni singola regione, fondamentali per analizzare il reale peso del prelievo venatorio, risultano, sulla base di quanto inviato, decisamente carenti per tutte le stagioni venatorie considerate nel presente report, in quanto soltanto per poche regioni risulta espresso in modo chiaro questo fondamentale parametro».

Il report contiene dati consegnati a Ispra entro il 31 ottobre 2024, e riguardanti il numero di abbattimenti «di ciascuna specie ornitica cacciabile» nel periodo preso come riferimento. «A questa data – aggiunge l’istituto – le informazioni sui tesserini venatori relativi alla stagione venatoria 2023-24 erano state trasmesse solo da cinque regioni (Abruzzo, Campania, Piemonte, Sardegna, Valle d’Aosta), per cui nella presente relazione questa stagione venatoria non è stata considerata. L’Umbria è l’unica regione che non ha mai trasmesso i dati per le stagione venatorie considerate in questa rendicontazione».

Enpa sostiene che il dato sugli uccelli abbattuti sia fortemente sottostimato e che la cifra reale «potrebbe essere almeno il doppio, proprio a causa delle gravi mancanze nella trasmissione dei dati». L’ente sostiene quindi che «fino a quando le regioni non forniranno dati completi e affidabili, la caccia dovrebbe essere sospesa».

Al primo posto delle specie cacciate nella più recente stagione venatoria presa in esame dal report c’è il tordo bottaccio, con oltre 2.100.000 esemplari uccisi le 2022/23. Seguono il colombaccio (oltre 660.000 esemplari abbattuti) e l’allodola (425.000).

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