Varese | 21 Marzo 2025

Migranti all’ex caserma dei Carabinieri di Fornasette? «Solo se aumentassero gli sbarchi»

Ieri la riunione del tavolo di lavoro in Prefettura a Varese, c'è una novità: solo nel caso di un'emergenza profughi la struttura sarà destinata ad ospitare due nuclei familiari

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Si è tenuta ieri, giovedì 20 marzo alle ore 10, la riunione in Prefettura a Varese per parlare del futuro dell’ex caserma dei Carabinieri di Fornasette.

Durante la riunione, l’architetta Ida Capuano, direttrice dei lavori di ristrutturazione dell’edificio, ha illustrato lo stato attuale dei lavori, confermando che gli interventi in corso rispettano tutte le normative urbanistiche, edilizie e igieniche previste. Ha inoltre chiarito che la destinazione d’uso dell’immobile non è stata modificata in modo permanente, trattandosi di un utilizzo temporaneo a fini di accoglienza straordinaria.

Il prefetto Pasquariello ha sottolineato che i lavori di ristrutturazione dovrebbero concludersi entro la fine di maggio. Ha poi precisato che la struttura verrà attivata solo in caso di necessità, ovvero nel caso di un significativo aumento dei flussi migratori e di una conseguente emergenza profughi. Qualora si verificasse tale scenario, l’edificio sarebbe destinato all’accoglienza di due nuclei familiari.

Il sindaco di Luino, Enrico Bianchi, ha garantito il pieno coinvolgimento della rete istituzionale e sociale del territorio. In particolare, ha assicurato che saranno coinvolti gli esponenti del terzo settore, le parrocchie e la cooperativa sociale incaricata della gestione del centro, al fine di garantire un’accoglienza adeguata e sostenibile.

L’attenzione delle autorità svizzere sul tema era già stata evidente in una recente comunicazione ufficiale. Il 10 marzo scorso, infatti, il Consiglio Federale elvetico aveva affrontato la questione, rispondendo a una lettera inviata dal Sindaco di Tresa. L’interesse svizzero è legato alla vicinanza della struttura al confine e alle possibili implicazioni per la gestione dei flussi migratori tra i due Paesi.

In ogni caso, le autorità locali e nazionali continueranno a monitorare la situazione, mantenendo un dialogo costante con le istituzioni svizzere e con gli enti territoriali coinvolti. L’obiettivo è garantire un approccio coordinato e pragmatico, pronto a rispondere in modo efficace a eventuali necessità future.

All’incontro hanno partecipato diverse autorità, tra cui il Prefetto di Varese, dottor Salvatore Pasquariello, il viceprefetto aggiunto, la dottoressa Geltrude Corsaro, e l’architetta Ida Capuano, direttrice dei lavori di ristrutturazione dell’edificio. Presenti anche il consigliere provinciale dottor Fabio Passera, la vicesindaca del Comune svizzero di Tresa, Margherita Manzini, il Maggiore Marco Zambetti della Polizia Cantonale ticinese, il sindaco di Luino, Enrico Bianchi, e il consigliere di minoranza, l’avvocato Furio Artoni.

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127