Varese | 19 Marzo 2025

Migranti all’ex caserma dei carabinieri di Fornasette? Autorità e istituzioni tornano a riunirsi

Domani, giovedì 20 marzo, nuovo incontro in Prefettura a Varese, dove il prefetto Salvatore Pasquariello spiegherà novità, aggiornamenti e misure adottate per affrontare le criticità emerse

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Lo scorso 21 febbraio, a Varese, si è svolto un incontro tra rappresentanti italiani e svizzeri per parlare dell’ex caserma dei Carabinieri di Fornasette, a seguito delle polemiche che vedrebbe la struttura trasformarsi un centro di accoglienza per richiedenti asilo per ospitare al massimo sedici migranti. L’immobile, situato a poche centinaia di metri dal valico di Fornasette, al confine tra Italia e Svizzera, è stato oggetto di dibattito per il suo utilizzo futuro.

Alla riunione, indetta dal prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello, avevano partecipato anche il consigliere di Stato del Canton Ticino, Norman Gobbi, il sindaco di Luino, Enrico Bianchi, e il sindaco di Tresa, Piero Marchesi. Durante l’incontro, è stata decisa l’istituzione di un gruppo di lavoro internazionale composto da rappresentanti della Prefettura di Varese, del Canton Ticino e dei Comuni di Luino e Tresa. Questo gruppo ha il compito di monitorare lo sviluppo del progetto e garantire una collaborazione efficace tra le diverse istituzioni coinvolte.

Il prefetto Pasquariello ha sottolineato che, sebbene i lavori di ristrutturazione della struttura siano in corso, l’effettiva destinazione dell’ex caserma come centro di accoglienza dipenderà da vari fattori, tra cui la disponibilità di alternative e l’andamento degli sbarchi di migranti, secondo le indicazioni del Ministero dell’Interno. Ha inoltre evidenziato l’importanza di affrontare le legittime preoccupazioni delle comunità locali, sia italiane che svizzere, attraverso una stretta collaborazione.

Dal lato svizzero, il consigliere Norman Gobbi ha espresso apprezzamento per la trasparenza dell’incontro, pur manifestando preoccupazioni riguardo alla possibilità che, con la sospensione degli accordi di Dublino da parte dell’Italia, possano sorgere difficoltà nel rimpatriare migranti che attraversassero il confine in modo irregolare. Ha sottolineato l’importanza di tutelare la sicurezza lungo la fascia di confine, in particolare per la popolazione di Tresa.

Il sindaco di Tresa, Piero Marchesi, ha ribadito l’importanza di affrontare le preoccupazioni dei cittadini attraverso un dialogo costruttivo e ha sottolineato che il gruppo di lavoro si occuperà di tutti gli aspetti legati alla situazione. Ha inoltre evidenziato la necessità di monitorare attentamente l’evoluzione del progetto per garantire la sicurezza e il benessere della comunità locale.

Enrico Bianchi, sindaco di Luino, ha definito l’incontro molto chiarificatore e ha criticato coloro che cercano di diffondere timori infondati tra la popolazione. Ha assicurato che i migranti eventualmente ospitati a Fornasette saranno persone già monitorate e selezionate, e ha dichiarato la disponibilità dell’amministrazione comunale a gestire la situazione con responsabilità e attenzione.

Così, a un mese circa dalla prima riunione, il prossimo incontro del gruppo di lavoro è previsto per domani, giovedì 20 marzo, data in cui si attendono ulteriori aggiornamenti sul progetto e sulle misure adottate per affrontare le criticità emerse. Nel frattempo, le autorità coinvolte continueranno a collaborare strettamente per assicurare una gestione efficace e condivisa della situazione, nel rispetto dei diritti dei richiedenti asilo e delle esigenze delle comunità locali.

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