Il borgo montano di Dumenza torna sotto i riflettori internazionali, se ne saranno accorti i residenti del paese abbarbicato sotto il Monte Lema. Tra i vicoli e le stradine, infatti, da ieri c’è una troupe che lavora ad un documentario per Canal +, la nota emittente francese.
Il tema, nemmeno a dirlo, è quello della Gioconda, la storia del suo furto avvenuto ad opera di Vincenzo Peruggia la mattina del 21 agosto 1911. Il celebre quadro di Leonardo Da Vinci nelle settimane scorse è stato al centro di una serie di comunicazioni per la decisione della direzione del Louvre, museo dove si trova e si trovava il dipinto in quel caldo agosto del 1911, di dedicargli una sala speciale per una migliore esposizione. Per poterlo ammirare senza telefonini svettanti, da lontano e tra la calca di persone.
Monna Lisa è da sempre vittima del suo fascino planetario, aiutata di certo anche dalla vicenda del rocambolesco furto e trafugamento dell’opera alle nostre latitudini. La direttrice e giornalista di questa produzione giunta da Parigi, Leeb Dominique – che ieri ha gustato e apprezzato cibo italiano al Circolo Vizioso di Dumenza con le maestranze ed i tecnici – ha riferito che l’interesse della loro produzione è anteriore alle valutazioni del Governo Macron e del presidente del Louvre Laurence Des Cars.
C’è la volontà di questa troupe di riprendere una storia che, come ha detto l’assessore comunale di Dumenza Andrea Piazzoli, ha ancora qualcosa da dire o quanto meno aspetti che lasciano ancora molti interrogativi.
Lo stesso Piazzoli, come il sindaco Corrado Nazario Moro e la vicesindaca Valentina Rigato, presenti anche loro all’incontro con la produzione francese che lavorerà ad un documentario di circa 70 minuti, stigmatizzano il furto dell’opera, pure se ha contribuito a rendere famoso questo borgo che pure ha dato i natali ad altri grandi artisti e personaggi noti a livello internazionale, Bernardino Luini, Raffaele Casnedi e Bartolomeo Scappi per citarne tre.
«Quello che è certo – dicono i politici dumentini – è che la Gioconda è stata in qualche modo risvegliata in una sua seconda vita da “diva”, oltre che opera d’arte, ha acquisito una popolarità incredibile anche a seguito delle vicende legate al concittadino Peruggia. Quell’evento incredibile, questo invece ci piace sottolinearlo, ha legato indissolubilmente Parigi con la Valdumentina e con quel quadro che, da quel dì, ha assunto una fama mondiale».
«Dumenza, va ricordato, è poi diventata per due anni la dimora seppur non ufficiale della “ricercata” Monna Lisa. Siamo quindi felici di poter ospitare studiosi e tecnici ed ogni volta, come fosse una leggenda, c’è sempre quel particolare in grado di aprire nuove ipotesi, di farci pensare che c’è ancora qualcosa su quel furto, su quei giorni in cui Vincenzo Peruggia tornò a Dumenza con il quadro che sarebbe poi diventato simbolo universale dell’arte», continuano.
Tecnici, registi e direttori delle luci – Arnaud de Foucacourt, Arnaud Duault e la stessa Leeb Dominique – hanno incontrato oggi gli eredi Peruggia, a partire dall’ex sindaco Valerio Peruggia, Elena Peruggia ed Esposito Sara in Peruggia. Il dialogo è stato possibile grazie al lavoro di interprete svolto da un altro consigliere comunale di Dumenza Giuseppe Bardelli, che ha reso più facile riannodare la lunga storia.
Il lavoro sarà visibile – i tempi di lavorazione ancora non si conoscono- su Les Chaines Planete+, spazio documentaristico di Canal +.
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