Pubblichiamo di seguito la lettera inviata alla redazione da Valerio Langè – già consigliere comunale a Laveno Mombello – e dedicata a quanto avvenuto nell’ultima assemblea pubblica lavenese, durante la quale è stata bocciata la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco, presentata dai gruppi di opposizione
Si va a votare perché si ritiene che la discussione in consiglio comunale possa essere migliore rispetto a quella che faremmo trovandoci tutti assieme in piazza.
Ci si aspetta quindi che i consiglieri comunali parlino per il tempo necessario, che sappiano aspettare il proprio turno per intervenire e che si ascoltino a vicenda. Ci si aspetta che facciano interventi comprensibili. Che nessuno dei consiglieri perda la calma.
Ci si aspetta che il capogruppo di maggioranza (così come qualsiasi consigliere) non dica parolacce, né che il suo compagno di banco debba togliergli il microfono, nell’imbarazzo generale.
Ci si aspetta, insomma, che si rispettino quelle regole minime che tutti impariamo da bambini.
Ci si aspetta, infine, che i consiglieri comunali sappiano di parlare nella più alta sede istituzionale del proprio Comune, siano consapevoli di essere ascoltati e addirittura registrati, e che vogliano quindi essere un esempio, per giovani e anziani, di educazione e rispetto, oltre che di passione per la politica.
Quei consiglieri che non si comportano così, infatti, come possono chiedere agli altri, familiari, amici o cittadini, di fare altrettanto?
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