Lombardia | 9 Gennaio 2025

ARPA, il 2024 in Lombardia è stato tra gli anni più caldi e piovosi

Il bilancio e le analisi dei dati meteorologici sui dodici mesi appena trascorsi: tra nevicate, alluvioni e ondate di caldo, si conferma il trend in crescita delle temperature

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Un anno, il 2024, in Lombardia tra i più caldi e piovosi dal 1991: al terzo posto per le temperature, al secondo per le precipitazioni. Un 2024 di eventi molto significativi: alluvioni, picchi di caldo e abbondanti nevicate.

L’analisi, realizzata dal servizio meteorologico di ARPA Lombardia, prende in considerazione i dati di tredici località lombarde distribuite uniformemente sull’intero territorio regionale.

Lieve calo della temperatura rispetto al 2023, ma il trend è in crescita

L‘anomalia della temperatura media annua del 2024 è di +1,5 °C rispetto al periodo di riferimento 1991-2020, un valore leggermente inferiore rispetto agli anni precedenti: nel 2023 era di +1,9 °C, mentre nel 2022 di +1,8 °C.

Il mese più caldo è stato agosto, con +3 °C rispetto alla media climatologica, classificandosi come il secondo agosto più caldo dal 1991, preceduto solo da quello del 2003. Ad agosto si sono registrate anche le giornate più calde dell’anno: tra l’11 e il 14, le stazioni meteorologiche di ARPA Lombardia hanno rilevato temperature massime tra i 37 °C e i 39 °C in pianura.

Il periodo più freddo dell’anno si è verificato tra il 20 e il 22 gennaio, con temperature minime scese fino a -6 °C su diversi settori della pianura e a bassa quota in Valtellina; nello stesso periodo, a oltre 2500 metri nella zona di Livigno, le temperature sono scese fino a -20 °C.

La tendenza alla crescita generale delle temperature in Lombardia si conferma anche nel 2024. A partire dal 1991 si registra infatti un aumento della temperatura media annua di circa +0,8 °C ogni 10 anni. I primi 10 anni più caldi si sono verificati tutti dopo il 2010.

Precipitazioni eccezionali tra inverno e primavera, molto secco il mese di novembre

Le precipitazioni complessive dell’anno mostrano un’anomalia del +47% rispetto alla media climatologica 1991-2020, con picchi del +58% a Milano e Mantova. La fase più piovosa si è concentrata tra la fine dell’inverno e la primavera: a Milano, febbraio e marzo hanno cumulato complessivamente 420 mm, un valore record per una serie storica che parte dal 1764.

L’abbondanza di precipitazioni ha avuto effetti significativi sulle riserve idriche: a marzo i laghi lombardi hanno raggiunto il massimo riempimento dal 2006, e sulle Alpi, tra le Orobie e l’Alta Valtellina, l’altezza della neve ha superato ad alta quota i 4 metri, stabilendo nuovi record per gli ultimi 30 anni.

In netto contrasto, novembre è risultato uno dei mesi più asciutti dal 1991, contribuendo a un periodo conclusivo dell’anno caratterizzato da precipitazioni molto scarse.

Tra gli eventi meteorologici più significativi dell’anno l’alluvione del 15 maggio che ha colpito l’Est Milanese e il Lodigiano: a Rodano (MI) sono caduti ben 187 mm di pioggia in 24 ore, mentre a Lodi il totale ha raggiunto 176 mm. Un altro evento rilevante si è verificato a Varese tra il 6 e l’8 luglio, con accumuli totali di pioggia fino a 170 mm il giorno 7 e oltre 200 mm nel totale dell’evento. Infine, forti piogge hanno interessato gran parte della regione tra l’8 e il 12 settembre, con locali esondazioni di fiumi e danni tra le province di Milano, Lecco, Bergamo e Brescia.

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