L’affresco raffigurante la Madonna e posizionato all’ingresso del cimitero di Germignaga ha una storia che risale alla prima metà del diciannovesimo secolo, e che nelle scorse settimane è tornata attuale a seguito di un piccolo incidente avvenuto alla fine del 2024.
La cornice che lo protegge era stata danneggiata, probabilmente a causa del fuoco partito da un lumino rimasto accesso. L’associazione culturale ra Fiùmm, nei primi giorni dello scorso gennaio, ha preso in carico i lavori per riparare la struttura protettiva dell’opera e porre rimedio agli altri danni causati dall’episodio. La conclusione dei lavori è diventata anche occasione per raccontare di nuovo ai germignaghesi la storia dell’affresco, che affonda le sue radici nel lontano 1829.
Tutti i dettagli sono presenti su un pannello installato dall’associazione proprio accanto all’affresco: una sintesi di informazioni storiche tratte da alcune ricerche condotte da Pier Giacomo e Carlo Alessandro Pisoni tra il 1993 e il 1997.
Riportiamo di seguito il testo stampato sul pannello, e rilanciato via social da Renzo Fazio attraverso la pagina Facebook Germignaga, ricordi dal passato.
Offerto in segno devozionale da Maria Moro vedova Bricchi, l’affresco raffigurante una “Madonna della Misericordia” venne realizzato nel 1829. Quasi certamente è opera del pittore Carlo Cocchi (originario di Ponte Tresa), impegnato in quell’anno a ridipingere le 14 edicole della “Via Crucis” presenti nei porticati del cimitero vecchio. Lo stesso pittore le aveva originariamente dipinte nel 1796 unitamente ad una “danza macabra”, che ornava le pareti, irrimediabilmente danneggiata nel 1806 da due vandali locali.
Come inciso nel marmo sottostante, durante il secolo scorso questa rassicurante immagine fu particolarmente cara ai famigliari dei combattenti germignaghesi, impegnati sui campi di battaglia. Probabilmente per questa ragione viene normalmente chiamata “Madonna delle Grazie”.
Ai piedi dei pilastri addossati alla parete sono invece presenti due lapidi della famiglia Cheglio: a sinistra quella di Giovanni, morto nel 1817 e padre di Don Ambrogio Cheglio, parroco di Germignaga dal 1822 al 1862. A destra, quella delle “Tre Marie” ovvero le sue tre mogli: Maria Branca, morta nel 1795 e madre di Don Ambrogio, maria Martignoni, morta nel 1797 e Maria Ambrosoli, morta nel 1825.
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