Laveno Mombello | 29 Dicembre 2024

Dehors a Laveno, cambiano le regole

Il consiglio comunale approva le nuove linee guida sull'utilizzo di pedane, tavolini e sedie all'esterno dei locali. Fissata una scadenza per gli adeguamenti, critiche dalla minoranza

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Pedane, tavoli, sedie e ombrelloni. Tutti gli arredi posizionati dai commercianti di Laveno Mombello sul suolo pubblico dovranno essere adeguati a quanto previsto dal nuovo regolamento sull’uso dei dehors, approvato dal consiglio comunale durante l’ultima seduta del 2024.

Un regolamento – hanno spiegato l’assessore Fabio Bardelli e il sindaco Luca Santagostino – voluto principalmente per risolvere il problema del posizionamento incontrollato delle strutture, consentito dalle norme precedentemente in vigore. Ma anche per favorire la promozione turistica e la tutela delle aree che hanno un’identità storica o paesaggistica. A questo proposito la giunta ha suddiviso le aree pubbliche della città in tre ambiti, tracciando per ognuno delle regole specifiche sull’utilizzo dei dehors.

Gli spazi attrezzati all’aperto sono ora identificati in tre tipologie: liberi (con arredi e ombrelloni poggiati a terra, pedane e fioriere), protetti (cioè dotati di coperture mobili e laterali, suddivisi in tipo 1 e tipo 2, e per i quali è stata individuata una soglia massima di altezza) e chiusi (con copertura fissa ed elementi laterali apribili, anche in questo caso con un limite massimo di altezza).

A detta dei consiglieri di minoranza, l’incremento del turismo e del commercio, con il miglioramento dell’estetica urbana, non sono obiettivi raggiungibili grazie al nuovo regolamento. E il consigliere Giuliano Besana ha espresso inoltre perplessità circa l’obbligo per i commercianti di adeguarsi alle nuove norme entro il 31 dicembre 2025: «C’è chi ha investito parecchi soldi, anche di recente. E ora potrebbe essere costretto ad affrontare ulteriori sacrifici a livello economico», è la posizione espressa da Besana. Ma il sindaco ha fatto sapere che le cose andranno diversamente: «La giunta comunale potrà proporre agli operatori l’adeguamento delle strutture. I casi verranno valutati singolarmente, e terremo conto degli investimenti fatti e delle date di scadenza delle concessioni».

Tra le certezze c’è il fatto che le strutture protette dovranno essere rimosse dalle aree di “fascia A”, tra cui sono presenti quelle del lungolago. E che presto gli amministratori si occuperanno anche di definire e approvare le tariffe, che «saranno congrue con il passato», ha assicurato il primo cittadino. Il regolamento, infine, prevede delle sanzioni (da 150 a 1.000 euro)  con obbligo di rimozione delle strutture non più idonee.

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