Migliorare la quotidianità delle persone diversamente abili e garantire la loro piena partecipazione alla vita pubblica sono gli obiettivi della revisione della legge sui disabili, che arriva al Parlamento svizzero.
Il Consiglio federale ha trasmesso al Parlamento il messaggio riguardante la modifica della legge, dopo aver raccomandato il rigetto di una iniziativa popolare dedicata al tema, alla quale seguirà un controprogetto da sottoporre al Parlamento «per tenere conto in modo più rapido e tangibile delle richieste formulate con l’iniziativa», specifica il Consiglio in una nota.
La revisione della legge riguarda in particolare l’accesso al mondo dei lavori e ai servizi, e include un focus sul riconoscimento delle lingue dei segni. Più in generale, si cercherà di estendere il campo di applicazione della legge, tenendo però conto del fatto che sono i Cantoni «i principali responsabili per l’attuazione concreta del dettato costituzionale», che prevede di eliminare gli svantaggi nei confronti delle persone con disabilità, per esempio «attraverso la promozione dell’autonomia abitativa o della partecipazione alla vita sociale».
In campo lavorativo, attualmente, le persone disabili beneficiano di una protezione dagli svantaggi soltanto per quanto riguarda le prestazioni fornite da enti pubblici. La revisione della legge prevede che l’obbligo di eliminare gli svantaggi «si applichi a tutti i rapporti di lavoro, sia di diritto pubblico che di diritto privato, e a numerosi suoi aspetti come le procedure di assunzione, le condizioni d’impiego, la retribuzione e la formazione continua».
Per quanto riguarda le lingue dei segni, il Consiglio federale propone al Parlamento il riconoscimento di tre lingue: la Deutschschweizer Gebärdensprache, la Langue des signes française e la Lingua italiana dei segni. Lo scopo in questo caso è promuovere l’uso delle lingue dei segni nella vita di tutti i giorni. A questo proposito il Consiglio ha incaricato il Dipartimento federale dell’Interno di elaborare entro fine 2025 un piano d’azione, in collaborazione con i Cantoni e la comunità delle persone sorde.
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