Il Consiglio nazionale della Svizzera ha approvato con 173 voti a 13 la mozione presentata dal senatore ticinese Marco Chiesa, già approvata dagli Stati, che chiede l’introduzione di una tassa di transito per gli automobilisti che attraversano la Svizzera senza fermarsi. Il dossier passa ora al Consiglio federale.
A riportare la notizia è il portale swissinfo.ch, che spiega che la proposta nasce dalla necessità, sostenuta dalla maggioranza, di intervenire sul traffico di transito per ridurre il sovraccarico della rete viaria nazionale.
La tassa, secondo quanto chiesto da Chiesa, dovrebbe venire calibrata in funzione delle condizioni di traffico, con l’obiettivo di distribuire meglio i flussi veicolari sulle autostrade, in particolare sugli assi nord-sud.
Secondo quanto aveva dichiarato il senatore durante il dibattito alla camera dei cantoni dello scorso settembre, il provvedimento andrebbe a colpire soltanto chi usa le infrastrutture elvetiche «come corridoio gratuito senza portare nulla al nostro Paese». Sarebbero invece esclusi dal pagamento i residenti in Svizzera e i turisti che soggiornano nella Confederazione.
Non sono mancate le voci critiche, come riferisce swissinfo.ch. In aula, una minoranza dei consiglieri ha proposto di respingere la mozione, paventando possibili problemi di applicazione e un elevato onere amministrativo. Anche il consigliere federale Albert Rösti si è detto contrario alla misura: pur riconoscendo che la proposta, sul piano strettamente giuridico, non contrasta con gli accordi tra la Svizzera e l’Unione Europea, ha avvertito che non è possibile prevedere come Bruxelles accoglierebbe una tale tassa. Rösti ha inoltre sollevato dubbi sulla formulazione della mozione, che chiede di tassare chi attraversa la Svizzera «senza una permanenza significativa»: un’espressione giudicata troppo imprecisa.
Sul piano pratico, l’esecutivo ha evidenziato ulteriori ostacoli di tipo amministrativo: l’attuazione della misura richiederebbe, ad esempio, la sorveglianza di tutti i valichi di confine con il territorio elvetico, un’operazione che potrebbe risultare «molto impegnativa e costosa».
Nonostante queste riserve, la larga maggioranza del Consiglio nazionale ha ritenuto che i benefici attesi in termini di decongestionamento del traffico giustifichino comunque l’approfondimento della proposta, il cui esame spetterà ora al Consiglio federale.
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