Luino | 10 Dicembre 2024

Crisi Beko, «L’onda lunga arriverà anche nel Luinese. Servono proposte politiche concrete»

Il consigliere di minoranza Furio Artoni ha presentato una mozione in Comune: «La situazione causerà un effetto domino devastante per la provincia. Luino ha già perso attività importanti»

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La crisi della Beko di Cassinetta di Biandronno, che in queste settimane tiene alta l’attenzione delle istituzioni locali e nazionali e delle sigle sindacali, approderà anche nel consiglio comunale di Luino con una mozione presentata dal capogruppo di “Azione Civica per Luino e Frazioni” Furio Artoni.

Per l’avvocato luinese, le prospettive di ridimensionamento dello stabilimento della multinazionale turca che mettono a rischio i posti di lavoro di almeno duemila dipendenti (e potenzialmente di circa seimila) è lo specchio «di una situazione di crisi economica che causerà un effetto domino devastante per la provincia».

«Altre aziende della nostra zona stanno segnando il passo – prosegue Artoni – Non basta dire no ai licenziamenti, bisogna dare anche delle indicazioni e seguire scelte politiche per il territorio. Serve una politica industriale. La mozione che il mio gruppo aveva presentato per la defiscalizzazione delle imprese e il taglio del cuneo fiscale era un primo passo, ora ci vorrebbero scelte che vadano a recuperare il ruolo dello Stato all’interno di aziende di grosse dimensioni con una partecipazione dello Stato diretta, sia dei lavoratori, sia di manager competenti che non siano espressioni di scelte partitiche. La partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese è prevista dalla nostra costituzione ed è altrettanto fondato sostenere che lo Stato deve farsi partecipe di una rinascita delle attività manifatturiere e industriali più grosse».

«La provincia di Varese era un’eccellenza, ora sta diventando la “Cenerentola d’Europa”. Luino stessa ha perso molte attività importanti, l’onda lunga della crisi della BEKO arriverà anche da noi», continua il consigliere di minoranza, auspicando che si passi «a scelte politiche di ampio respiro nazionale per evitare che le multinazionali si comportino nel nostro territorio non come partner ma come predatori. C’è bisogno di proposte politiche concrete che passino attraverso una gestione da parte dello Stato e dei lavoratori e un’incentivazione e uno sviluppo della ricerca che coinvolgano giovani e scuole».

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