Con sette ambulatori, di cui sei nelle frazioni montane, il lavoro del medico di base a Maccagno con Pino e Veddasca è legato ad una routine che rischia di scoraggiare il professionista in cerca di una sistemazione. Lo suggerisce il contesto attuale: a gennaio andrà in pensione la dottoressa Maria Piazza, storico riferimento per tanti cittadini che abitano nei borghi della valle al confine con la Svizzera. E al momento manca il nome del successore.
Un recente bando di Ats Insubria è andato deserto. E tra Pino, Cadero, Graglio, Armio, Lozzo e Biegno c’è chi guarda con preoccupazione a quello che succederà tra qualche settimana. La prima alternativa, se il nome del nuovo medico dovesse tardare ad arrivare, è affidarsi ad un professionista dello stesso distretto sanitario di Maccagno, ma fuori dai confini comunali. Per esempio a Luino. Una soluzione che però non è alla portata di tutti, e che penalizza gli anziani e più in generale le persone non autonome negli spostamenti.
Il servizio è prezioso e l’amministrazione comunale si sta muovendo per scongiurare il rischio di perderlo. «Siamo in contatto quasi quotidianamente con Ats e stiamo ragionando su alcune misure che come Comune potremmo mettere in campo per supportare il nuovo medico», fa sapere Ivan Vargiu, sindaco di Maccagno.
L’obiettivo dell’amministrazione è agevolare il futuro medico di base fissando dei benefit, per evitare che il decentramento degli ambulatori di valle venga considerato come un limite troppo ingombrante per accettare il posto. Esentare il medico dal pagamento dell’affitto dell’ambulatorio e mettere a disposizione un alloggio (nel caso in cui il professionista sia disposto a trasferirsi sul lago Maggiore) sono due possibilità su cui l’amministrazione comunale sta lavorando.
Oltre alla dottoressa Piazza in paese esercita un altro medico di base, il dottor Cristiano Piscopo, che però non riceve negli ambulatori di valle e in ogni caso non potrà farsi carico di tutti i pazienti che attualmente si rivolgono alla dottoressa prossima al pensionamento.«Ce la stiamo mettendo tutta – aggiunge in conclusione Vargiu – e speriamo di ricevere a breve delle buone notizie».
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