Alto Varesotto | 1 Dicembre 2024

Alto Varesotto: «Sulla povertà una serie di dati molto preoccupanti»

Potenzialità e limiti del territorio a fronte del quadro che emerge da una recente indagine Istat: Paese povero e sempre più vecchio. La lettera del sindaco Ballardin

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Popolazione sempre più vecchia e sempre più povera. Il quadro emerge da una recente indagine dell’Istat, dalla quale si apprende che l’Italia negli ultimi decenni ha perso 3 milioni di giovani e ha toccato livelli di povertà mai visti in precedenza.

In ventinove anni, dal 1994 al 2023, gli over 65 sono passati da 9 milioni a 14 milioni (+54,4%). Mentre dal 2002 al 2023 le persone di età compresa tra i 18 e i 34 anni sono scese da 13,3 milioni a 10,33 milioni: un calo del 22,9%. Il potere d’acquisto delle retribuzioni lorde, tra il 2013 e il 2023, è diminuito del 4,5%, mentre in altri due grandi paesi europei come Germania e Francia è aumentato con tassi compresi tra l’1,1% e il 5,7%.

L’incidenza della povertà assoluta si fa sentire soprattutto al sud e nelle isole (10,2% e 10,3%), e avere un lavoro spesso non basta per evitare di trovarsi in difficoltà economica: l’11,5% degli occupati, infatti, è a rischio povertà. Un rischio che va considerato anche in riferimento all’aumento dei costi dei principali prodotti alimentari. Tra il 2021 e il 2024 il prezzo al chilo del pane è salito del 35%; +60% per la pasta, +62% per le patate, +44% per i pomodori. Il prezzo del latte risulta aumentato, in tre anni, del 43% (vedi focus in galleria fotografica).

«Nel territorio della Comunità Montana Valli del Verbano la situazione rischia di essere ancora più difficile», afferma Gianpietro Ballardin, sindaco di Brenta e assessore dell’ente montano. Ballardin dedica al tema un’ampia riflessione, partendo anche da dati “locali”, quelli della Camera di Commercio di Varese riguardanti le stime sulla crisi demografica in atto. Per i prossimi 10 anni è previsto un calo dell’81% per la popolazione dei Comuni; e la provincia potrebbe perdere quasi 15.000 residenti. Il focus sul territorio, tra potenzialità e limiti da risolvere affinché la qualità della vita nell’alto Varesotto non venga compromessa dalla crisi in atto, è nella lettera che il sindaco Ballardin ha inviato alla nostra redazione. La alleghiamo di seguito.

Nella parte della Valcuvia di fondovalle, l’allevamento di bovini da latte è ancora oggi un polmone di una piccola agricoltura e senza di essa la maggior parte dei terreni agricoli della valle sarebbe incolta, mentre nelle aree di montagna, soprattutto nelle valli del Luinese, prevalgono le aziende di allevamento caprino e la produzione di latte, formaggi e salumi.

Le aziende, che operano sul territorio della Comunità Montana Valli del Verbano, hanno carattere per lo più familiare.

I nostri piccoli centri urbani, al momento risultano essere prevalentemente dei “paesi dormitorio”. Il patrimonio immobiliare è in una situazione di progressivo abbandono, i centri storici sono a rischio di spopolamento ed esiste un fenomeno di pendolarismo elevato anche a causa della vicinanza con la Svizzera.

La copertura della rete internet non è costante e persistono diversi problemi di connessione, tali da rendere difficoltosi i collegamenti in alcuni paesi del territorio. La fruizione del servizio ferroviario è alquanto problematica, l’uso del servizio di navigazione è complesso e dai costi molto elevati, mentre il trasporto pubblico locale è frammentato e discontinuo.

Esiste una difficoltà nella promozione turistica in quanto risulta complicata la comprensione della necessità di fare rete in una situazione progettuale di sistema.
Nell’indagine, commissionata a suo tempo dalla CMVV a Irecoop Alto Adige Sudtirol, supportata dall’Università di Trento ed integrata dal lavoro di altre due Università, il Politecnico di Milano – Dipartimento di Architettura e di Studi Urbani e l’Università dell’Insubria di Varese – Dipartimento Diritto Economia e Culture il Politecnico di Milano, emerge un’enorme potenzialità data dall’immagine di un territorio ricco e variopinto, in cui il valore fondamentale non è la singola attrazione ma la qualità diffusa in ambito paesaggistico, culturale ed esperienziale.

Basta infatti una ricerca strutturata sulle piattaforme di condivisione per osservare come i turisti che vivono il nostro territorio appaiano incuriositi ed entusiasti rispetto ad elementi che raramente vengono proposti come attrattori: le escursioni tra i borghi e aree naturali, che riescono ad intrecciare assieme aspetti di ambito naturale e culturale attraverso la chiave della scoperta del territorio.

Se i centri principali di Laveno-Mombello e Luino appaiono a volte al di sotto delle aspettative dei turisti (poiché in alcuni casi ritenuti spenti o poco strutturati nell’offerta), viceversa l’entroterra” è associato a racconti carichi di trasporto, in cui la somma di esperienze semplici acquisisce attraverso il percorso a piedi o in bicicletta il valore ideale di una scoperta e di un’avventura.

L’ambito della Comunità delle Valli del Verbano, per la sua conformazione territoriale e per la sua ricchezza paesaggistica, culturale ed enogastronomica, dispone di un enorme potenziale così come i recenti cambiamenti del mercato turistico potrebbero trasformare le carenze del territorio e lo sviluppo turistico delle aree interne in un’opportunità, per valorizzare e rigenerare anche le aree marginali non intaccate dai fenomeni del turismo di massa, in una condizione di vantaggio tale da poter offrire un’esperienza autentica di immersione in un territorio e nella sua cultura.

Ma tutto questi richiede tempi di costruzione non infiniti che sono dati dalla capacità di mettere in atto quanto è stato faticosamente costruito, in quanto possiamo concretamente evitare che i dati nazionali, locali e territoriali incidano profondamente nella nostra condizione soltanto se viene garantita la possibilità ai giovani di rimanere sul territorio e di invertire questa condizione, oggi evidenziata in negativo dai preoccupanti dati, con la capacità di applicare un progetto che sappia trasformare in positivo un’occasione imprenditoriale e lavorativa per i suoi abitanti, altrimenti purtroppo la storia ci insegna che ad una condizione di incapacità si rischia di far prevalere i dati che tristemente sono evidenziati dalle analisi generali.

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