Con un budget di 11,9 milioni di franchi, recentemente approvato dal Consiglio federale, la Svizzera lancia un progetto per ridurre il tasso di mortalità tra le madri e i bambini del Congo, uno dei cinque Paesi più poveri del mondo.
Il progetto verrà portato avanti in collaborazione con quattro organizzazioni locali del paese africano, durerà quattro anni e servirà per aiutare oltre otto milioni di persone.
L’obiettivo principale è la riduzione del tasso di mortalità di mamme e bambini con meno di cinque anni. Un tasso particolarmente elevato nella Repubblica democratica del Congo, dove sono molti i rischi legati al parto.
Attraverso l’iniziativa la confederazione elvetica punta a garantire i rifornimenti di medicinali e a promuovere la formazione del personale sanitario, soprattutto delle ostetriche. Nel piano, denominato “Salute materna e infantile nel Nord e Sud Kivu”, è incluso anche il rafforzamento delle misure di prevenzione delle epidemie, che regolarmente colpiscono il Congo.
Il progetto prevede il miglioramento della prevenzione e della “sorveglianza epidemiologica” di malattie come il colera, il morbillo, la malaria, l’ebola. Senza dimenticare la recente epidemia di Mpox, il cosiddetto vaiolo delle scimmie, con più di 5.600 casi confermati e circa un migliaio di decessi. «La Svizzera – si legge in una nota del Consiglio federale – sostiene la lotta contro la diffusione del virus, contribuendo alla sorveglianza per una diagnosi precoce, alla mobilitazione collettiva per incoraggiare comportamenti sani, alla fornitura dei kit medici e all’approvvigionamento alimentare».
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0