Sacchi neri e bianchi contenenti resti di ossa e brandelli di carne, ritrovati da un operatore ecologico a Brenta.
L’episodio purtroppo non è una novità per il paese alle porte della Valcuvia. Diversi i casi analoghi avvenuti nel recente passato, a Brenta come a Casalzuigno. Tanto che ora, in base agli elementi raccolti, in Comune c’è chi pensa che i rifiuti possano provenire da una macelleria locale.
Il fenomeno è monitorato dal sindaco di Brenta, Gianpietro Ballardin, che annuncia nuovi e più severi controlli da parte della polizia municipale per combattere gli incivili.
«Ricordo che la legge del 10 ottobre 2023 prevede che anche l’abbandono di rifiuti effettuato da parte di comuni cittadini costituisce, al pari di quello posto in essere da titolari di enti ed imprese, un reato», sottolinea Ballardin in una nota. «La legge 9 ottobre 2023 numero 137 ha infatti riformulato le punizioni previste dall’articolo 255 del dlgs 152/2006 a carico di chiunque abbandoni in tal modo i rifiuti».
Il regolamento del Comune di Brenta, inoltre, prevede sanzioni da un minimo di 300 ad un massimo di 3000 euro per chi abbandona rifiuti. La sanzione amministrativa prevista «nella fattispecie delle imprese viene aumentata fino al doppio degli importi indicati».
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