Luino | 11 Novembre 2024

A Luino si ricorda Giovanni Reale: «È stato un maestro straordinario»

Lo scorso sabato, a Palazzo Verbania, familiari, amici e colleghi hanno ricordato Reale in tutta la sua umanità, attraverso aneddoti e osservazioni personali

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Lo scorso sabato 9 novembre, Luino ha ospitato un incontro intenso e familiare per commemorare la figura di Giovanni Reale, a dieci anni dalla sua morte.

Presenti a Palazzo Verbania i figli, le nuore, nipoti, amici e colleghi che con emozione hanno tratteggiato il ritratto intimo di un uomo straordinario, che ha lasciato un segno indelebile nella cultura italiana e internazionale. L’evento, condotto dal cognato Giorgio Ferri, si è aperto con il saluto del sindaco Enrico Bianchi e poi subito ha dato voce ai protagonisti dell’omaggio a Reale.

In apertura Roberto Radice, successore di Reale alla cattedra di Storia della Filosofia Antica all’Università Cattolica di Milano, ha raccontato le origini del Reale “divulgatore”, esordendo con un aneddoto: «Armando Torni venne nel suo studio e gli chiese di scrivere articoli di giornale sulla sapienza greca, per portare la filosofia a un livello più accessibile. Era molto impegnato, ma accettò subito la sfida», ha spiegato Radice, evidenziando come nella saggistica Reale sia riuscito a a trasformare il suo linguaggio accademico in uno stile chiaro e semplice.

Collegato via Zoom, Armando Torno ha a sua volta rievocato la lunga amicizia e collaborazione con Reale, iniziata nel 1991 al Sole 24 Ore, di cui era direttore. «Non dimenticherò mai il giorno in cui gli chiesi di scrivere per il nostro pubblico una pagina su Platone – racconta Torno, che definisce Reale un giornalista nato – Di Reale ce n’è stato uno solo, e non ce ne sarà un altro» ha concluso Torno. Nacquero così nel tempo collaborazioni con importanti riviste e case editrici come Raffaello Cortina, Rizzoli, Bompiani e Rusconi, che hanno avvicinato il grande pubblico alla sapienza greca e alle radici culturali e spirituali dell’Europa.

Mario Andreose, noto editore, ha parlato invece di Reale come imprenditore culturale, capace di gestire ambiziosi progetti editoriali. Dalla collana “Tutto Platone” fino alle opere di Seneca e Gadamer, Reale si è sempre distinto per la volontà di rendere i classici accessibili e attuali. «Voleva che i suoi libri fossero eleganti e dal prezzo accessibile» ha spiegato Andreose.

Nella seconda parte dell’incontro, la professoressa Elisabetta Cattanei ha ricordato il suo primo incontro con Reale, quando a lezione parlò del frammento di Eraclito sui confini dell’anima. «Poneva l’accento sulla profondità del lògos nella filosofia greca – ha spiegato la professoressa, oggi erede della cattedra di Storia della Filosofia Antica – Ci insegnò a interrogarci sul senso della vita e a coltivare la cura dell’anima, facendosi comunicatore, più che interprete, del pensiero dei greci».

Anche Vincenzo Cicero, ordinario di Filosofia Teoretica all’Università di Messina, ha voluto condividere un ricordo personale del professore, raccontando come Reale avesse scelto di vivere a Luino nonostante la posizione decentrata, trovando qui il suo “habitat et studiat” ideale. «Nonostante la lontananza da Milano, prendeva ogni mattina i mezzi pubblici per andare a insegnare» ha raccontato Cicero, che conobbe Reale alla Cattolica di Milano, dove ne ammirò l’abilità nel distribuire incarichi tra gli studenti, come un «maestro di scacchi che gioca più partite in contemporanea».

Reale non era solo un grande filosofo, ma anche un uomo coerente nei suoi principi. «Ci spronava a cercare la verità e a concentrarci sulla “cosa”» ha ricordato subito dopo la professoressa Nicoletta Scotti, docente di Storia della Metafisica Antica alla Cattolica, sottolineando come Reale esortasse i suoi studenti a leggere le fonti senza essere influenzati da quello che dicevano gli altri. «È merito di Giovanni Reale se la filosofia è rimasta nei licei», ha concluso, ricordando la sua opposizione al progetto di “superamento della cultura della scrittura” del ministro Luigi Berlinguer.

Giorgio Ferri ha infine offerto una visione più ampia di Reale, descrivendo il filosofo non solo come uno studioso ma come una persona profondamente umana e appassionata: «La sua vita ruotava attorno a tre vie principali: l’arte, la filosofia e la fede, che Reale credeva s’incontrassero in un’unica verità universale. A 20 anni sono stato testimone di come egli vivesse i momenti difficili con abbandono totale alla parola di Dio e al Vangelo». Ferri ha menzionato anche i frequenti dialoghi tra Reale e figure illustri come Giovanni Paolo II: «Nacque tra loro un’intesa profonda, come testimoniato anche dall’invito a Castel Gandolfo da parte del Papa: dopo la Messa, prendevano insieme una prima colazione a base di caffellatte e Aristotele».

Il convegno si è chiuso con la lettura di un messaggio di affetto e stima da parte di Maria Luisa Gatti, ex allieva di Reale, impossibilitata a partecipare: «È stato un maestro straordinario, che ancora oggi accompagna le generazioni alla ricerca della sapienza, instruendole all’amore per la conoscenza».

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