Chiusura in positivo, dal punto di vista della sicurezza e non solo, per la stagione balneare in Canton Ticino, come stabilito dall’ultimo report di Acque sicure, la commissione consultiva del Consiglio di Stato che insieme al Dipartimento delle istituzioni ha svolto, nei mesi scorsi, una attività di monitoraggio sulle acque oltre confine.
I numeri
Due gli annegamenti registrati nel corso dell’ultima stagione balneare, a fronte delle quattro persone morte l’anno scorso. Sei gli episodi avvenuti nel 2022, e nove gli annegamenti che risalgono invece al 2021. Questa la panoramica generale, cui si aggiunge un altro dato confortante: l’assenza dei cianobatteri nel lago Ceresio, nonostante fossero evidenti, nel mese di agosto, le condizioni per la loro proliferazione.
Gli annegamenti
Due, come detto, le vittime degli annegamenti avvenuti nelle acque del Canton Ticino durante gli scorsi mesi. Un episodio ha coinvolto un 83enne svizzero morto nel lago Ceresio. «A causa della spossatezza non è riuscito a raggiungere l’imbarcazione con cui era andato in mezzo al lago», si apprende da una nota del Dipartimento delle istituzioni. La seconda tragedia si è verificata nel fiume Melezza; vittima un kayakista straniero di 28 anni.
Acque sicure e prevenzione
Al report si somma il tema della prevenzione. Nella stagione 2024, infatti, ha preso il via il nuovo quadriennio di competenza della Commissione Acque sicure. «Siamo soddisfatti delle attività messe in campo per sensibilizzare residenti e ospiti sull’importanza di adottare comportamenti prudenti e responsabili in ogni circostanza», afferma Anna Nizzola, presidente della Commissione.
I punti di forza del lavoro sono la chiarezza dei messaggi e la collaborazione tra diversi partner: le sezioni ticinesi della Società svizzera di salvataggio, l’Ufficio prevenzione infortuni, i Comuni.
Il maltempo
La stagione 2024 è stata più breve rispetto alle annate precedenti, a causa delle cattive condizioni meteo, che si sono protratte fino a metà luglio. L’annata è stata segnata anche dal dramma dell’alluvione in alta Vallemaggia, che ha bloccato per alcune settimane le attività lungo il fiume e nel Verbano.
«Il Ticino si pone in controtendenza rispetto al resto della Svizzera», è il messaggio di Norman Gobbi, consigliere di Stato. «Sul nostro territorio negli ultimi tre anni abbiamo assistito ad una costante diminuzione degli annegamenti, contrariamente a quanto avvenuto oltre San Gottardo».
Nuove strategie
L’impegno istituzionale a livello di prevenzione proseguirà ora con la ricerca di strategie nuove destinate ai maggiori gruppi a rischio, come quelli composti da giovani tra i 15 e i 29 anni. Ma anche migranti, canyonisti e turisti che frequentano i torrenti Verzasca e Maggia. Tra le tante misure attuate da Acque sicure c’è la promozione nei lidi lacustri dei sistemi di aiuto al galleggiamento (boe), unita ai servizi svolti con i pattugliatori, che garantiscono maggior sicurezza sui fiumi Maggia e Verzasca, e alla Foce del Cassarate a Lugano. (Foto di copertina: © Repubblica e Cantone Ticino)
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