Luino | 29 Ottobre 2024

Ex carcere di Luino, un progetto di rigenerazione per dar vita a nuovi alloggi

Prosegue la collaborazione tra Comune e Politecnico di Milano: studenti al lavoro per ideare il recupero degli spazi di via don Folli per trasformarli in uno spazio multifunzionale

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Prende sempre più forma il progetto di rigenerazione urbana che coinvolge l’ex carcere di Luino, attraverso una collaborazione tra l’amministrazione e gli studenti del corso di composizione guidato dalla docente Katia Accossato presso il polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano.

Il progetto legato alla struttura di via don Folli è inserito all’interno di un programma più ampio che si propone il recupero di aree e immobili dismessi attraverso interventi circoscritti a micro-quadranti territoriali (definiti come “rigenerazione microlocale”) e su aree più ampie (areali).

L’intervento sull’ex carcere va oltre il semplice recupero dello stabile e prevede la trasformazione dell’area in un ambito dedicato all’housing sociale, destinato dunque a rispondere alle esigenze della cittadinanza, in particolare fornendo una risposta concreta alla domanda di spazi abitativi destinati alle fasce fragili di popolazione.

Il laboratorio del Politecnico, da diversi anni, si occupa dei collegamenti con la mobilità lenta, spiega l’architetto Accossato, e di riqualificazione di aree dismesse in ambiti con forte valenza ambientale e paesaggistica, sottolineando l’aspetto unitario del paesaggio della regione dei laghi: «Quest’anno – chiarisce la docente – svilupperemo cinque nuove “approdi”. L’obiettivo è quello di individuare una costellazione di luoghi all’interno del territorio della Regio Insubrica che possano diventare punti di riconnessione paesaggistica riattivando positivi legami transfrontalieri, sia nell’ottica di una nuova strategia di turismo sostenibile sia in quella di rigenerazione di aree in difficoltà».

Il progetto di riqualificazione in questione vede il contributo diretto degli studenti, che, con spirito fattivo e visione creativa, si accingono a elaborare le prime soluzioni progettuali confermando così l’università come un partner strategico nel fornire idee innovative per la trasformazione urbana, assicurando che il progetto risponda alle esigenze reali del territorio e promuovendo al contempo nuove modalità di abitare e vivere gli spazi pubblici.

L’intervento di riqualificazione dell’ex carcere di Luino rappresenta quindi un passo importante verso una città più inclusiva e sostenibile, capace di coniugare innovazione, necessità sociali e rispetto per il territorio e potrebbe anche diventare un modello di riferimento per futuri interventi di rigenerazione urbana.

«Siamo entusiasti di vedere prendere forma un progetto tanto ambizioso e strategico per la nostra città come la rigenerazione di quest’area – afferma l’assessore ai lavori pubblici di Luino Francesca Porfiri – Questo dimostra concretamente come sia possibile riqualificare aree dismesse attraverso un approccio innovativo e partecipato, con la règia dell’intervento anche della pubblica amministrazione, valorizzando le risorse locali e collaborando con eccellenze come il Politecnico di Milano».

«Un elemento fondamentale di questo progetto – aggiunge – è l’introduzione degli “usi temporanei”, anche attraverso il ricorso a micro architetture, una misura innovativa che consente di restituire immediatamente alla comunità spazi che da anni sono preclusi. Questo strumento ci permette di sfruttare questi luoghi in attesa della loro rigenerazione definitiva, creando nuove opportunità per la cittadinanza, e promuovendo la partecipazione attiva della collettività nei processi di trasformazione urbana. Il contributo degli studenti, con la loro creatività e visione, è un valore aggiunto essenziale che dimostra come la sinergia tra istituzioni, università e territorio possa generare soluzioni all’avanguardia. Una città che ha l’ambizione di essere attrattiva per i giovani non può che partire dal loro punto di vista per progettare il proprio sviluppo».

Il progetto dedicato all’ex carcere, per il sindaco Enrico Bianchi, «è un passo significativo per la valorizzazione della città. Questa iniziativa, realizzata in collaborazione con gli studenti del Politecnico di Milano, e vorrei sottolineare il grande significato di questo, mira a trasformare l’edificio in uno spazio multifunzionale. Il progetto si inserisce in un contesto più ampio di rigenerazione volto a recuperare le aree dismesse attraverso una strategia condivisa a vantaggio della comunità. Una trasformazione dalle grandi potenzialità che punta al recupero senza consumo di suolo ma non solo, una azione fatta con energie e idee nuove arrivate dal mondo universitario e dalle nuove generazioni».

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