La protezione dei cittadini in caso di terremoti di particolare gravità aumenta se è possibile effettuare una rapida stima dei danni, e fornire in breve tempo altre fondamentali informazioni sull’evento. In particolare durante le prime concitate ore della calamità, quando regnano caos e paura.
Un nuovo modello
Si tratta di considerazioni alla base del nuovo modello di protezione adottato recentemente in Svizzera, nell’ambito delle attività svolte dal Sed, il Servizio sismico elvetico.
Informazioni dettagliate
Il nuovo modello di rischio sismico elaborato si basa su informazioni dettagliate riguardanti la pericolosità sismica, la vulnerabilità degli edifici, le persone e i beni colpiti. E ha come principale pregio il fatto di rendere più rapide le misure da adottare in caso di terremoti. Contribuendo così ad una migliore gestione dell’evento.
Terremoti gravi
I terremoti distruttivi in Svizzera si verificano solo ogni 8-15 anni, ma le misure di sicurezza non sono mai troppe quando si parla di fenomeni di questa gravità. Ecco perché è stato elaborato il nuovo modello.
«Il modello non tiene conto delle concentrazioni di persone in funzione dell’ora del giorno o di eventuali manifestazioni, e di altre variabili di questo tipo», sottolinea il Consiglio federale in una nota. «Inoltre, non contempla le perdite umane e finanziarie dovute ai danni alle infrastrutture, ad esempio ponti, linee ferroviarie, o ai danni secondari come incendi e frane. Di conseguenza, e a causa di altre incertezze del modello, in caso d’evento i danni effettivi possono discostarsi significativamente da quelli calcolati. Ciononostante, il nuovo prodotto fornisce prime informazioni sulla situazione, quando ancora regna un clima di confusione».
«In caso d’evento, la Centrale nazionale d’allarme presso l’Ufficio federale della protezione della popolazione, quale organo centrale nel sistemo integrato di protezione della popolazione, fornisce alle organizzazioni partner federali e cantonali la stima rapida dei danni», aggiunge in conclusione il Consiglio.
Per approfondire l’argomento, visitare il sito dell’Ufficio federale della protezione della popolazione.
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0