Milano | 2 Ottobre 2024

Regione Lombardia intitola una sala del Pirellone a Luigi Ganna

Il nome dello storico corridore varesino, il primo a vincere il Giro d’Italia nel 1909, è stato abbinato alla Sala 5 del quinto piano. Monti: «Il suo esempio deve ispirarci tutti»

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La Sala 5 del quinto piano di Palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale della Lombardia, è stata intitolata, martedì 1 ottobre, a Luigi Ganna, il corridore nato a Induno Olona che per primo vinse il Giro d’Italia.

L’iniziativa ha preso le mosse dal desiderio, espresso dalla famiglia Ganna, di poter esporre a Palazzo Pirelli il Trofeo “Senza Fine” dedicato alla sua vittoria del 1909, consegnato ai nipoti di Ganna durante l’ultima Corsa Rosa nella tappa lombarda di Livigno, accolta e fatta propria dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale.

«Un grande lombardo, che ha saputo distinguersi prima come atleta e poi come imprenditore, coltivando sempre i valori che contraddistinguono la nostra regione a partire dall’amore per il lavoro e la famiglia –  ha sottolineato il Presidente del Consiglio regionale Federico Romani – Questo era Luigi Ganna che è entrato nella storia del ciclismo per aver vinto il primo Giro d’Italia 115 anni fa, nel 1909. Era un altro ciclismo quello dell’epoca di Ganna fatto di semplicità e fatica. Lo sport è prima di tutto un veicolo potente che promuove e diffonde insegnamenti fondamentali per lo sviluppo di una società sana quali il merito, l’impegno, il sacrificio, la passione e la determinazione. Questo ci ha insegnato Luigi Ganna».

«Questo evento – commenta il consigliere della Lega e Presidente della Commissione Welfare del Consiglio regionale della Lombardia, Emanuele Monti, che ha proposto l’intitolazione – è un tributo non solo alla straordinaria carriera di un campione, ma anche al legame profondo che Ganna ha sempre avuto con la sua terra natale, la provincia di Varese, e con i valori dello sport come disciplina e prevenzione».

«È con grande emozione che celebriamo Luigi Ganna, una figura che ha portato in alto il nome di Varese e dell’Italia intera, dimostrando che attraverso lo sport si possono raggiungere traguardi straordinari. Ganna – aggiunge Monti – è un esempio di determinazione, coraggio e forza di volontà, valori che oggi più che mai dobbiamo trasmettere alle giovani generazioni. Lo sport non è solo competizione, ma è anche un potente strumento di prevenzione e benessere fisico e mentale».

«L’esempio di Luigi Ganna deve ispirarci tutti, non solo nello sport ma anche nella vita quotidiana – ha concluso Monti – Come istituzione, vogliamo continuare a promuovere iniziative che favoriscano l’attività fisica come strumento di prevenzione e salute per i cittadini lombardi. È un impegno che dobbiamo alle nuove generazioni, affinché comprendano che lo sport è una chiave fondamentale per una vita sana e attiva».

Alla cerimonia di intitolazione, oltre a Federico Romani e Emanuele Monti, sono intervenuti l’Amministratore delegato di RCS Sports Paolo Bellino e il campione del mondo nella prova di ciclismo su strada a Varese nel 2008 Alessandro Ballan. Ad aprire il momento inaugurale è stata una video intervistaimmaginaria” realizzata a Luigi Ganna grazie all’intelligenza artificiale e realizzata da Pasquale Diaferia, Paolo Del Prato e Federico Facchini.

Erano presenti anche il giornalista Sandro Brambilla, Stefania Bardelli, promotrice dell’evento, e la bisnipote di Luigi Ganna Ilaria Marzoli. Con loro il Vice Presidente del Consiglio regionale Giacomo Cosentino, l’Assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso, numerosi Consiglieri regionali, il Vice Presidente del CONI Lombardia Claudio Pedrazzini, il Presidente della Società ciclistica “Alfredo Binda” di Varese Renzo Oldani e gli artisti Enrico Dicò, Andrea Ravo Mattoni, Vittore Frattini e Fausto e Felice Boga che hanno presentato le opere a tema da loro realizzate e dedicate a Luigi Ganna ed esposte sulle pareti della sala.

L’opera di Enrico Dicò, che si intitola Il campione è ritratto in chiave moderna, con la tecnica della materia e combustione”, rappresenta un tricolore che alle sue spalle lo spinge metaforicamente verso il traguardo”; Fausto e Felice Boga hanno rappresentato il “Re del fango”, come era soprannominato Luigi Ganna, con gli occhi puntati al traguardo senza curarsi degli avversari alle sue spalle; Andrea Ravo Mattoni ha omaggiato Ganna con un ritratto a spray su tela che riprende una rara foto in cui il campione sorrideva; Vittore Frattini ha presentato un’opera composta da linee ripetute all’infinito, che rappresentato il percorso che i ciclisti affrontano per arrivare al traguardo.

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